MEZZANOTTE
NEL GIARDINO DEL BENE E DEL MALE
(MIDNIGHT IN THE GARDEN OF GOOD AND EVIL) CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Clint Eastwood
Sceneggiatura: Jack Lee Hancock,
sulla scorta dell'omonimo romanzo di John Berendt
edito in Italia da Rizzoli
Fotografia: Jack N. Green
Scenografia: Henry Bumstead
Musica: Lenny Niehaus
Montaggio: Joel Cox
Prodotto da: Arnold Stiefel
(USA, 1997)
Durata: 154'
Distribuzione cinematografica: WARNER BROS
Distribuzione home video: WARNER HOME VIDEO
PERSONAGGI E INTERPRETI
John Kelso: John Cusack
Jim Williams: Kevin Spacey
Sonny Seiler: Jack Thompson
Minerva: Irma P. Hall
Billy Hanson: Jude Law
Mandy Nichols: Alison Eastwood
The lady Chablis: Chablis Deveau

John Kelso è un
giovane giornalista newyorkese mandato a Savannah dalla rivista "Town and
Country" per scrivere un servizio su un party natalizio molto famoso: questo
avvenimento elegante, sontuoso e riservato ad una élite benestante è organizzato ogni
anno da Jim Williams, antiquario ed esteta, uno degli uomini più ricchi, brillanti ed
odiati della città. Il compito affidato a Kelso pare semplice: egli dovrà immergersi
nell'accattivante atmosfera del Sud, soffermarsi segnatamente sulla preparazione del
party, infine partecipare alla serata di gala. Le cose, però, non vanno come previsto:
Jim Williams - che dichiara di aver agito per legittima difesa - viene infatti arrestato
per aver ucciso a revolverate il proprio amante e convivente Billy Hanson, al termine di
una agitata discussione avvenuta nel corso della notte. Sfumata la possibilità di un
articolo, Kelso decide di rimanere comunque per seguire gli avvenimenti e poterne in
seguito ricavare materia per un libro...
Trascrizione fedele
ed accurata per il grande schermo del fortunatissimo (quanto meno in patria) romanzo di
John Berendt pubblicato nel 1994, "Mezzanotte nel giardino del bene e del male"
ha duplice natura: nella prima parte, si attarda bozzettisticamente nella descrizione di
caratteri bizzarri (il più riuscito dei quali è quello di Chablis Deveau, interpretato
dal cabarettista e travestito The Lady Chablis nei panni di se medesimo) e dell'ambiente
ipocritamente perbenista del luogo, mentre nella seconda prende l'andamento di un
"courtroom drama" con tanto di sorpresa finale. I due piani, capaci di
coesistere armonicamente in dimensione di docufiction (i fatti narrati da Berendt, fatte
salve alcune libertà, sono realmente accaduti) nella pagina scritta, stridono un po' nel
passaggio alla celluloide: complici pure le prestazioni opache di alcuni attori (Cusack
inalbera un'espressione di perenne ebetudine che non giova al personaggio, Alison Eastwood
figura nel cast per meri obblighi parentali), il film decolla a fatica e non convince fino
in fondo.
Consideriamolo una vacanza creativa per Eastwood, perdonabile a chi ci ha dato tanti
capolavori; nell'attesa di ulteriori prove che, siamo certi, lo riporteranno ai consueti
livelli.