LA MASCHERA
DI FERRO
(THE MAN IN IRON MASK) CAST TECNICO ARTISTICO
Sceneggiatura e Regia: Randall Wallace
Dal romanzo omonimo di Alexandre Dumas
Fotografia: Peter Suschitzky
Scenografia: Anthony Pratt
Costumi: James Acheson
Montaggio: William Hoy
Musica: Nick Glennie-Smith
Prodotto da: Randall Wallace, Russell Smith
Durata: 132'
(USA, 1998)
Distribuzione cinematografica: UIP
Distribuzione home video: CIC VIDEO
PERSONAGGI E INTERPRETI
Re Luigi/Filippo: Leonardo Di Caprio
Aramis: Jeremy Irons
Athos: John Malkovich
Porthos: Gerard Depardieu
D'Artagnan: Gabriel Byrne
Regina Anna: Anne Parillaud
Christine: Judith Godreche


Nella
Francia del 1600 il popolo è ridotto alla fame da un Re giovane e crudele, Luigi XIV.
Sono passati molti anni da quando Aramis, Athos, Porthos e D'Artagnan erano i moschettieri
del Re. Adesso solo D'Artagnan è rimasto a corte, gli altri si sono ritirati. Aramis è
diventato un gesuita e segue gli insegnamenti di Dio, Porthos accetta a malincuore il
tempo che passa e non riesce a rassegnarsi al decadimento fisico, Athos invece ha dedicato
tutta la sua vita ad allevare il figlio Raul che sta per sposarsi con la giovane e bella
Christine. Intanto il malcontento popolare cresce e Aramis viene richiamato a corte con
l'incarico di servire ancora una volta il Re. La sua missione è rintracciare il capo dei
gesuiti, ostile alla politica di Luigi XIV e la cui identità è segreta, ed ucciderlo.
Nel frattempo un misterioso individuo viene tenuto prigioniero nelle segrete della
Bastiglia. Il suo volto, per ordine del Re, è celato da una maschera di ferro...
Di più non racconteremo per non anticipare allo spettatore le molteplici sorprese
orchestrate con sapienza dallo sceneggiatore Randall Wallace, già autore del copione di
"Bravehearth".
L'operazione di rivitalizzare il genere cappa e spada è certamente riuscita,
merito di una sceneggiatura che fornisce un'interpretazione mai banale dei quattro
moschettieri, inserendo una vena malinconica davvero azzeccata, senza rinunciare peraltro
agli elementi da feuilleton presenti nel romanzo di Dumas. Si aggiunga che la scelta degli
interpreti è perfetta e lo stesso Di Caprio nel duplice ruolo cattivo/buono fornisce
un'interpretazione da attore consumato. Purtroppo ciò che non fa del film un capolavoro
del genere è la totale assenza di regia. Le scene d'azione sono filmate in maniera rozza,
senza alcuna inventiva o idea di messa in scena. Si rimpiange l'assenza di un regista
vero, in grado di spettacolizzare le vicende appassionanti. Il risultato finale purtroppo
non va al di là di un buon prodotto ma più vicino ad uno sceneggiato televisivo che a un
film.