Tempi Moderni

I film del 1998


IL MACELLAIO

CAST TECNICO ARTISTICO

Sceneggiatura e Regia: Aurelio Grimaldi
dal romanzo omonimo di Alina Reyes
Fotografia: Romano Albani
Scenografia: Emanuele Giliberti
Prodotto da: Maurizio Poccioni e Marco Valsania
per Freeway produzioni
Durata: 89'
(ITALIA, 1997)
Distribuzione cinematografica: MEDUSA
Distribuzione home video: MEDUSA

PERSONAGGI E INTERPRETI

Alina: Alba Parietti
Il marito: Lorenzo Majnoni
Il macellaio: Miki Manojlovic
Il gallerista: Giulio Base

Dopo i prosciutti e le mortadelle di Bigas Luna arrivano le fettine di manzo di Aurelio Grimaldi. L'interprete della nostra storia è Alina, bella, ricca e (in)felicemente sposata con un musicista troppo impegnato a dirigere la propria orchestra in giro per il mondo. Scopertasi pseudo-anoressica le viene consigliata una dieta mediterranea a base di proteine animali. Sarà il macellaio che la serve con cura a risvegliarne i sensi (poco) sopiti in una calda domenica d'estate. Grimaldi rilegge in chiave personale il romanzo di Alina Reyes creando una bruttura senza stile né anima. Fotografia fra le peggiori dell'ultimo decennio, movimenti di macchina sconnessi, luce che brucia le inquadrature con riprese dilettantistiche. La negletta sceneggiatura neanche ci prova ad abbozzare un racconto che cerchi in qualche modo di approfondire i suoi personaggi. Se si deve cercare di trasmettere il senso di smarrimento della protagonista che ha appena assistito ad un selvaggio coito perché riprenderla sempre da dietro mentre cammina a vuoto per la città ? Di recitazione non si può parlare altrimenti faremmo un torto ai film di Pierino e del commissario Monnezza. Alina un mesto giorno trova un messaggio anonimo che la avverte di una visita: "Domani vengo a darti quello che vuoi...". Il macellaio arriva, la tromba e se ne và. Nessun dialogo, nulla. Un vuoto assoluto dove si affoga in 17 minuti di primissimi piani aberranti, di parti del corpo irriconoscibili che si alternano al concerto del di lei cornuto marito mentre dirige l'"Alleluja" di Handel. Caro Signor Grimaldi a che dobbiamo cotanto profluvio di imbecillità ? Raccontare la collisione di due corpi e due anime abbandonate nel turbinio di una travolgente passione erotica creda, è decisamente tutt'altra cosa.

Claudio Pofi