Tempi Moderni

I film del 1998


LE FAREMO TANTO MALE

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Pino Quartullo
Soggetto e sceneggiatura: Pino Quartullo e Claudio Masenza
Scenografia: Giovanni Lichei
Fotografia: Noelie' Ungaro
Costumi: Alberto Spiazzi
Musica: Pivio Aldo de Scalzi
Prodotto da: Fulvio Lucisano
(ITALIA, 1998)
Durata: 120'
Distribuzione cinematografica: IIF

PERSONAGGI E INTERPRETI

Marco: Pino Quartullo
Ruggero: Ricky Memphis
Federica: Stefania Sandrelli
Il Produttore: Rocco Barbaro

Parco della Marsica. Colline ricoperte di verde e boschi lussureggianti fanno da sfondo a cervi e stambecchi, ad orsi comodamente sdraiati sull'erba e a scoiattoli dalla folta coda che si arrampicano sugli alberi. In un dissestato rifugio Marco e Ruggero, animalisti convinti, conducono una vita tranquilla all'insegna della natura. Unico contatto con la civiltà un televisore a colori. Peccato che il programma più gettonato sia "Occhio al pelo", condotto da una ridondante Stefania Sandrelli avvolta in nuvole di pellicce.La rabbia invede l'animo dei due fratelli incollati davanti al video inducendoli ad organizzare prontamente un rapimento. La cinica e viziata presentatrice si ritroverà ben presto prigioniera, con tanto di catena ai piedi e di corda al collo, rinchiusa nella piccola baita tra lupi, procioni e bestiole di ogni tipo. L'anonima sequestri della situazione lascia in realtà molto a desiderare: vorrebbe far chiudere la fabbrica di pellicce che sponsorizza il programma, ma ottiene solo un'impennata degli ascolti, costringe la prigioniera a torture indicibili (come guardare per ventisette volte di seguito "Zanna Bianca"), manda fax a testate giornalistiche che li utilizzano come pubblicità, spedisce a scopo intimidatorio uno strano orecchio (sottratto ad un cadavere in attesa di sistemazione). Ma il lieto fine arriva lo stesso portando l'amore, i soldi e la libertà per tutti gli animali. Con l'esperienza maturata per anni in teatro, Quartullo costruisce un dialogo di infinite battute, tipicamente romane e capaci di spingersi fino ad un limite lecito. Critica un po' tutti i livelli del sociale e cuce addosso alla Sandrelli un personaggio eccessivo, indossato con una certa eleganza. Anche Memphis gli sta dietro con un buon ritmo, e il pubblico ride, ma forse il tono è un po' troppo esagerato.

Elisabetta Marino