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IL LADRO
(VOR) CAST TECNICO ARTISTICO
Regia e sceneggiatura: Pavel Chukhrai
Fotografia: Vladimir Klimov
Costumi: Natalia Moneva
Musica: Vladimir Dashkevich
Montaggio: Marina Dobryanskaya, Natalia Kucherenko
Prodotto da: Igor Tolstunov per NTV-Profit, Productions Le Pont,
Roissy Films in collaborazione con CNC France, Canal+
(RUSSIA, 1997)
Durata: 97'
Distribuzione cinematografica: ISTITUTO LUCE
Distribuzione home video: ISTITUTO LUCE
PERSONAGGI E INTERPRETI
Toljan: Vladimir Mashkov
Katja: Ekaterina Rednikova
Sanja: Misha Philipchuk
  
"Vor", o "il ladro". Ossia Toljan,
l'uomo incontrato su un treno quando Sanja aveva sei anni, e che gli farà da padre per un
bel pezzo, con metodi piuttosto originale. Il bimbo era stato partorito sulla neve dalla
giovanissima Katja, quando questa aveva già perso il marito in guerra. Il vero padre
continuerà ad apparire a Sania, chiedendogli vendetta, ed il bambino avrà difficoltà ad
accettare quest'uomo rude, violento, piombato nella sua vita per strappargli l'affetto
della madre. Gradualmente però, Toljan saprà conquistarsi il piccolo, grazie ad alcune
astuzie (gli confesserà di essere figlio di quello Stalin che porta tatuato sul petto) e
ad un carisma che in qualche modo gli trasmetterà, attraverso la continua fuga dalla
polizia, i furti che cominceranno a compiere assieme, fino all'arresto dell'uomo. Alcuni
significativi epiloghi ci consentono di conoscere esattamente la sorte dei personaggi,
senza però sviluppi narrativi ulteriori; questo aiuta a leggere il film dal punto di
vista politico, con un raffronto inevitabile proprio con Stalin, che, secondo il regista,
è stato, insieme, l'amante, il proprietario e il ladro della Russia. L'orizzonte di neve
a fare da specchio alla bellezza degli sguardi dei tre attori, il dramma del disagio,
della violenza, che si scioglie come la paura del piccolo Sanja quando accompagna il
ladro: voglia di essere coraggioso e un'inevitabile pipì che scende giù dai pantaloni.
Un cinema russo impegnato e leggero che non è certo novità, ma che si lascia guardare
ancora con ammirazione e piacere.
Marco Medelin |