IL
COLLEZIONISTA
(KISS THE GIRLS) CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Gary Felder
Sceneggiatura: David Klass,
sulla scorta del romanzo di James Patterson "Kiss the girls"
Fotografia: Aaron Schneider
Musica: Mark Isham
Costumi: Abigail Murray
Prodotto da: David Brown, Joe Wizan
(USA, 1997)
Durata: 115'
Distribuzione cinematografica: UIP
Distribuzione home video: CIC
PERSONAGGI E INTERPRETI
Alex Cross: Morgan Freeman
Kate Mctiernan: Ashley Judd
Jack Ruskin: Cary Elwes
Will Rudolph: Toni Goldwyn
Kyle Craig: Jay O. Sanders

Certo odierno cinema
statunitense di genere sembra apparentabile, come andamento e procedure, a quello nostrano
d'un tempo: apparso un film di grande successo, innumerevoli altri si pongono sulla scia
creando una sorta di filone destinato inevitabilmente ad esaurire assai presto le proprie
potenzialità.
Come, ad esempio, gli esordi argentiani del giallo metropolitano iperviolento figliarono
negli anni '70 una serie infinita di cloni ad opera dei più prolifici artigiani della
celluloide dell'epoca (Sergio Martino, Umberto Lenzi, Massimo Dallamano, Luciano Ercoli e
molti altri), oggidì gli esiti trionfali toccati ad "Il silenzio degli
innocenti" han dato in patria la stura ad una teoria di pellicole abitate da
assassini seriali e ad un novello genere, che potremmo battezzare serial thriller.
Gli esiti sono in
genere pedestri, ma non mancano eccezioni a conferma della regola: è il caso ad esempio
di questo "Il collezionista" (diretto da Gary Fleder dopo l'interessante esordio
di "Cosa fare a Denver quando sei morto"), basato su un bel romanzo di James
Patterson, il secondo che vede come protagonista lo psicologo criminale Alex Cross (dopo
il potente "Ricorda Maggie Rose", edito qualche anno fa da Sonzogno). Nulla
diremo sulla trama, se non che il protagonista è questa volta coinvolto personalmente nel
caso criminoso: sua nipote è, infatti, una delle ragazze misteriosamente scomparse nella
Carolina del Nord, in un luogo cioè totalmente fuori dalla sua giurisdizione...
Eccessivamente debitore, per atmosfere ed andamento narrativo (oltreché per scelta
dell'attore principale, il bravissimo Morgan Freeman), al seminale "Seven", il
film si lascia tuttavia seguire con interesse fino alla pur prevedibile conclusione, in
virtù di una certa eleganza compositiva felicemente coniugata ad un ritmo narrativo a
tratti incalzante.