Tempi Moderni

I film del 1998


KISS OR KILL

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Bill Bennett
Sceneggiatura: Bill Bennett
Fotografia: Malcolm McCulloch
Scenografia: Andrew Plumer
Montaggio: Henry Dangar
(AUSTRALIA, 1997)
Durata: 95'
Distribuzione cinematografica: BIM
Distribuzione home video: MEDUSA

PERSONAGGI E INTERPRETI

Nikki: Frances O'Connor
Al: Matt Day
Hummer: Chris Haywood
Adler Jones: Barry Otto
Crean: Andrew S.Gilbert

Nikki ed Al sono una coppia di delinquenti di piccolo cabotaggio: lei seduce uomini dall'aspetto facoltoso incontrati nei bar e - dopo averli attirati in una stanza d'albergo - li droga per derubarli, assieme al suo amante e complice.
Un giorno, però, uno dei malcapitati muore accidentalmente ed i due fuggono, portando via una valigetta ove è custodito un videonastro contenente le immagini scandalose del famoso campione di football Zipper Doyle intento a pratiche sessuali con un ragazzo.
Inseguiti dalla polizia che vuole catturarli e dal celebre sportivo che intende eliminarli, essi si lasciano dietro una lunga scia di sangue: il proprietario del motel dove si sono rifugiati dapprima, un gioielliere (che aveva loro offerto ospitalità) e sua moglie dipoi vengono barbaramente uccisi; Al sospetta di Nikki e viceversa, finché...
L'ultima mezz'ora di proiezione riserva parecchie sorprese, che ovviamente non vi anticiperemo; possiamo però dire che il regista australiano Bill Bennett gioca abbastanza bene le proprie carte, confezionando con "Kiss or kill" un prodotto atipico ed interessante, una sorta di noir onirico ed ossessivo dove la prima impressione - in antitesi a quanto affermato da uno dei personaggi - si rivela sempre bizzarramente fallace.
Debitore per le atmosfere a certo Jim Thompson (l'incipit, in particolare, fa venire in mente "The grifters" di Stephen Frears, come pure il recente "Rien ne va plus" di Chabrol), intessuto di omaggi cinefili (segnatamente al Lee Tamahori di "Mulholland falls"), il film pecca di una certa opacità nella zona centrale della narrazione che ne rallenta il ritmo e diminuisce l'interesse: buona, per contro, la prova dell'intero cast ed assai suggestiva la fotografia di Malcolm McCulloch.

Francesco Troiano