THE JACKAL CAST
TECNICO ARTISTICO
Regia: Michael Caton-Jones
Sceneggiatura: Chuck Pfarrer
basata sulla sceneggiatura originale di Kenneth Ross
Fotografia: Karl Walter Lindenlaub, B.V.K.
Scenografia: Michael White
Montaggio: Jim Clark
Musica: Carter Burwell
Prodotto da: J.Jacks, S.Daniel, M.C.Jones, K.Jarre
(USA, 1997)
Durata: 124'
Distribuzione cinematografica: U.I.P.
Distribuzione home video: CIC
PERSONAGGI E INTERPRETI
The Jackal: Bruce Willis
Declan Mulqueen: Richard Gere
Preston: Sidney Poitier
Valentina Koslova: Diane Venora
Isabella: Mathilda May
Whiterspoon: J.K.Simmons
McMurphy: Richard Lineback
Donald Brown: John Cunningham
Lamont: Jack Black
La First Lady: Tess Harper
Woolburton: Leslie Phillips
Douglas: Stephen Spinella
Il problema
con la quasi totalità dei remake che hanno visto la luce nella Hollywood degli anni '90
è essenzialmente costituito dalla nuova filosofia produttiva americana, che vede nel
maggior impiego di capitali (e quindi di situazioni spettacolari), un naturale
miglioramento rispetto ai più "poveri" archetipi. Se "Il Giorno dello
Sciacallo" di Fred Zinneman era caratterizzato da una secchezza stilistica inusuale
per un film del genere, questo rifacimento ad opera di Michael Caton-Jones esibisce sin
dall'inizio la caratteristica sovrabbondanza alla quale le tante recenti mega-produzioni
USA ci hanno ormai resi avvezzi. Una prova? Il killer del film originale utilizzava
un'arma quasi improvvisata per compiere la sua missione, e ne provava l'efficacia
esercitandosi su di un melone, mentre il nuovo sciacallo (Bruce Willis) esibisce un
arsenale degno del miglior Schwarzenegger e utilizza come bersaglio d'addestramento un
essere umano (con tutte le esagerate e granguignolesche mutilazioni che è lecito
attendersi).
A
complicare la già triste situazione ci pensano poi degli interpreti sottotono, una
sceneggiatura costruita sui più prevedibili modelli del cinema commerciale contemporaneo
e dei dialoghi di sconcertante piattezza in cui compaiono "perle" del tipo
"la polizia brancola nel buio". La trama, anch'essa mutata in peggio rispetto al
modello di provenienza, vede l'FBI allearsi con la milizia russa (sic!) per evitare un
possibile attentato, voluto dalla mafia russa in seguito ad un'azione di polizia degli
americani a Mosca, verso il capo dei federali (bersaglio presunto, con fin troppa
leggerezza, dai frettolosi investigatori). Il killer scelto dalla mafia russa è il
fantomatico e trasformista Jackal e un solo uomo conosce il suo vero volto, un ex
terrorista irlandese (Richard Gere) detenuto nelle prigioni americane. Di ovvietà in
ovvietà giungiamo, ormai provati, al rutilante scontro finale, dove i due divi si
scontrano, ma il loro, qualora non fosse ancora chiaro, è un confronto di cachet
(entrambi miliardari), non di personalità.