Tempi Moderni

I film del 1998


AMORE E MORTE A LONG ISLAND
(LOVE AND DEATH ON LONG ISLAND)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Richard Kwietniowski
Soggetto: Dall'omonimo romanzo di Gilbert Adair
Sceneggiatura: Richard Kwietniowski
Fotografia: Oliver Curtis
Scenografia: David Mc Henry
Costumi: Andrea Galer
Montaggio: Susan Shipton
Musica: Richard Grassby-Lewis
Prodotto da: Steve Clark-Hall, Cristopher Zimmer
(Gran Bretagna, 1997)
Durata: 93'
Distribuzione cinematografica: MIKADO

PERSONAGGI E INTERPRETI

Giles De'Ath: John Hurt
Ronnie Bostock: Jason Priestly
Audrey: Fiona Loewi
La signora Baker: Sheila Hancock

Quando il signor Giles De'Ath, compassato scrittore londinese di mezz'età, alieno a tutto ciò che significa cultura pop e completamente disavvezzo alla tecnologia, un giorno entra per caso in un cinema, si invaghisce ossessivamente del protagonista di "Hot Pants 2", ovvero di Ronnie Bostock (interpretato da Jason Priestly, che prende in giro se stesso in versione "Beverly Hills 90210"), attore di scalcinati film per teen-agers, famoso solo per le ragazzine della sua città, la balneare Long Island. Località nella quale il maturo e irretito gentleman si trasferirà, cercando di strappare il suo indefinibile idolo, con indubbi risvolti grotteschi, dalle braccia della sua fidanzata.
Definito già nel pressbook una parodia di "Morte a Venezia" tramutata in film dal romanzo del critico cinematografico inglese Gilbert Adair, "Amore e morte a Long Island" potrebbe essere accostato anche ad altri film che hanno affrontato il tema estetico per eccellenza: l'arte come trascendenza di valori e canoni comuni. In questo senso, perché non definirlo un "L'angelo azzurro" in versione gay? Ma a Kwietniowski, innanzi tutto, interessa mettere accanto all'intellettualismo tutto cerebrale della cultura più "alta", l'effimero puro della più "bassa" e farsi beffe di tutte e due. Qualcosa, però, non va. Bisogna infatti aggiungere che il personaggio dell'austero scrittore funziona come parodia di un personaggio inesistente nella vita reale e che la presa in giro, a tratti vivace e gustosa, è però priva di malizia e mordacità. Inoltre prendere in giro film come "Hot Pants" equivale più o meno a sparare sulla croce rossa e il carattere parodistico del film sembra dettato, per la maggior parte, dall'indecisione tra un tono tragico e uno farsesco. Si aggiunga che l'esordiente Richard Kwietniowski non vale i Monthy Python, che John Hurt è bravo, Jason Priestly e Fiona Loewi belli, e che tutto ciò non fa un buon film.

Alfonso Iuliano