Tempi Moderni

I film del 1998


THE INFORMANT

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Jim Mc Bride
Soggetto: dal romanzo "Field of Blood" di Gerard Seymour
Sceneggiatura: Nicholas Meyer
Fotografia: Alfonso Beato
Scenografia: Mark Geraghty
Musica: The Pogues
Montaggio: Eva Gardo
Prodotto da: Leon Falk
(USA, 1997)
Durata: 105'
Distribuzione cinematografica: MEDUSA
Distribuzione home video: MEDUSA

PERSONAGGI E INTERPRETI

Ispettore capo Rennie: Timothy Dalton
Gingy: Anthony Brophy
Tenente David Ferries: Cary Elwes
Roisin: Maria Lennon

 

Irlanda del Nord nella metà degli anni ottanta. Gingy che fa parte dell'IRA compie un attentato colpendo due poliziotti ed un giudice inglese a Belfast. Riconosciuto durante la fuga dal tenente inglese Ferris, il giovane finisce ben presto per cadere nelle mani dell'esercito britannico e successivamente in quelle della polizia locale. Sarà l'ispettore Rennie a convincerlo alla confessione. Gingy cede perché preoccupato della famiglia finendo per parlare e ricevendo per questo l'immunità. Parecchi gli arresti nella capitale seguiti dal tentativo del pentito di riavvicinarsi alla famiglia bollata di tradimento. I problemi non mancheranno soprattutto con la moglie di Gingy che non accettando la situazione sarà fonte di guai inenarrabili e complicherà la vita ai poliziotti messi a protezione. Il vero artefice della conversione del terrorista è in realtà il tenente Ferris che fà amicizia con Gingy garantendo agli inquirenti la stabilità psichica e il sangue freddo per la testimonianza al processo. La morte di Ferris e l'insicurezza della moglie finiranno per confonderlo e la deposizione che potrebbe inchiodare gli imputati forse non ci sarà mai. Il film di McBride è un interessante lavoro che prova a descrivere la situazione all'interno dell'Irlanda del Nord nella metà degli anni ottanta. Senza propendere da nessuna delle due parti McBride lavora attraverso il racconto degli eventi che coinvolgono la vita di Gingy per parlare anche di amicizia, di angoscia e sofferenza dando un quadro discretamente completo della situazione di allora. Il tema principale è l'incontrovertibile spirale d'odio che vede coinvolti tutti, finendo per colpire gli innocenti in un totale black-out di sentimenti e compassione. La neutralità del regista e il gioco dei tre personaggi principali Gingy, Rennie e Ferris centra l'obbiettivo prefissato anche se la storia non è amena da alcune contraddizzioni. La narrazione in alcuni punti non convince e non riesce a giustificare più di tanto certe prese di posizione del racconto. Con un redivivo Jim McBride ricompare sulla scena anche un ottimo Timothy Dalton che, dopo i fasti delle pellicole di 007, riesce a regalarci una valida prova d'attore.

Claudio Pofi