IN & OUT CAST
TECNICO ARTISTICO
Regia: Frank Oz
Sceneggiatura: Paul Rudnik
Fotografia: Rob Hahn
Prodotto da: Scott Rudin per Spelling Film
e Paramount Pictures
(USA, 1997)
Durata: 92'
Distribuzione cinematografica: LUCKY RED
Distribuzione home video: LUCKY RED
PERSONAGGI E INTERPRETI
Howard: Kevin Kline
Emily: Joan Cusack
Peter Malloy: Tom Selleck
Berniece: Debbie Reynolds
Frank: Wilford Brimley
Cameron: Matt Dillon
Howard, professore
in una "high school" di una piccola città dell'Indiana, è prossimo al
matrimonio con Emily, che per l'occasione è dimagrita di ben 33 chili. Cameron, un suo ex
studente approdato alla Mecca del cinema e divenuto divo, vinto l'Oscar per
l'interpretazione di un eroe di guerra gay, la sera della premiazione in diretta tv
ringrazia il suo vecchio professore sentenziando, tra lo stupore di tutti, che anch'egli
è un omosessuale. Il paese a questo punto entra in subbuglio. Network, radio e giornali
mandano sul posto, intrigati dalla storia, i loro inviati; uno in particolare, un altro
gay, prende particolarmente a cuore le diverse vicende, e decide che è arrivato il
momento di rivelare la sua vera identità sessuale, prefigurandosi le più rosee
prospettive in termini di popolarità. Tutto il contesto che si muove intorno all'ingenuo
professore si dimostra, prevedibilmente, provinciale e bigotto; così, diffidenti alle
nuove notizie, i locali intendono sconvolgere la vita del malcapitato Howard. "In
& Out" è una commedia degli equivoci che prende spunto dalla dichiarazione che
fece Tom Hanks quando ricevette l'Oscar per "Philadelphia" e lo dedicò a un suo
vecchio insegnante gay. Lo scambio di sessualità si rivela, se ce n'era bisogno,
materiale eccellente per le situazioni equivoche con cui si tenta di rinnovare, o forse
solo continuare, il genere. Il tutto rimane però decisamente innocuo. Sarà che
l'argomento negli ultimi due anni è diventato molto di moda, ma l'ironia del film
raramente punge (solo la prima parte in questo senso suscita ilarità per come viene
sbeffeggiato, con la star Matt Dillon, il neo-pensiero hollywoodiano sulla materia) e per
il resto si assiste in forma scanzonata, quasi da sit-com, al ripetersi con strana
schizofrenia di quell'atteggiamento che per qualche momento era parso bersaglio del
ridicolo. Sembra, insomma, che le lobby gay anche a Hollywood abbiano acquisito un certo
potere, e oggi vige ormai la rappresentazione dell'omosessuale come persona più sensibile
della media, in lotta contro l'ipocrisia della società e destinato comunque vada ad
essere felice. Pochi anni fa, come sappiamo, gli omosessuali sullo schermo erano al
contrario sempre depressi se non prossimi al suicidio, ergo delle figure grottesche. In
entrambi i casi tutto sembra abbastanza stupido, meramente consolatorio per gli uni o per
gli altri e probabilmente rappresenterà tra qualche anno un capitolo, forse importante,
della storia del costume. Per il resto, Kevin Kline - che peccato! - sembra davvero un po'
imbrigliato nei panni di un "everyman" troppo ingenuo che non può permettergli
di dare sfogo alle stolte furberie tipiche dei suoi personaggi da commedia piu riusciti e
qui riesce ad essere semplicemente buffo. Buffo come gli altri due interpreti principali
(Joan Cusack e Tom Selleck); semplicemente buffo come tutto il film.