GLI
IMPENITENTI
(OUT TO SEA) CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Martha Coolidge
Sceneggiatura: Robert Nelson Jacobs
Fotografia: Lajos Koltai, A.S.C.
Scenografia: James Spencer
Costumi: Jane Robinson
Musica: David Newman
Prodotto da: John Davis e David T. Friendly
(USA, 1998)
Durata: 120'
Distribuzione Cinematografica: 20TH CENTURY FOX
PERSONAGGI E INTERPRETI
Herb Sullivan : Jack Lemmon
Charlie Gordon : Walter Matthau
Liz LaBreche : Dyan Cannon
Vivian : Gloria DeHaven
Gil Godwyn : Brent Spiner
Mavis : Elaine Stritch


E'
l'anno del Titanic, ma c'è una nave da crociera che conclude trionfalmente il proprio
itinerario, assumendo i tratti e le atmosfere della "Love Boat" di qualche anno
fa. A bordo signore attempate, ancora affascinanti che hanno deciso di impiegare il denaro
in investimenti ludici e sentimentali. Tra il personale di bordo sono da notare due
insoliti accompagnatori di ballo, con il compito di allietare il gentil sesso, sotto lo
sguardo fulminante del direttore di crociera, Gil Godwin, una sorta di pseudo-nazista
rampante, assetato di carriera. La coppia è ben assortita. Herb è un ballerino provetto.
E' stato trascinato in questo viaggio con l'inganno: vorrebbe solo continuare la sua vita
tranquilla immolata al ricordo della moglie perduta, ma sarà costretto a trasformare il
suo anomalo imbarco in una traversata permeata di romanticismo. Charlie è il pezzo forte
della situazione. Vissuto sempre all'insegna dell'improvvisazione, giocatore d'azzardo
impenitente, incantatore diabolico e pessimo ballerino, si destreggerà con maestria fra
le prede femminili, disertando la pista da ballo e tallonando una falsa ereditiera. La
girandola di equivoci si stringe attorno ai protagonisti in maniera vorticosa, ma il
finale, sornione e rasserenante, non lascerà nessuno insoddisfatto.
Memore dei successi dovuti al fortunato abbinamento John Davis non ha esitato a riunire
ancora una volta questi due mattatori d'eccezione. Lo spunto era originale perché il
ballo si prestava splendidamente a sottolineare la goffaggine piena di stile di Matthau e
la compassata professionalità di Lemmon. Scambi di battute e di sguardi con i ritmi di
"A qualcuno piace caldo" (citato sapientemente anche a livello dialogico), con
un Matthau calato nei panni appartenuti a Tony Curtis, di cui assume anche le movenze
volutamente maldestre e per questo irresistibili.
Gli anni sono passati ed il segno è impresso sui corpi appesantiti, che non hanno perduto
comunque nulla della loro agilità. Ma la forza maggiore è nella vivacità incalzante dei
dialoghi, incatenati splendidamente, nell'intesa perfetta tra i protagonisti. Dove il
primo si ferma, il secondo lo ha già sostituito sulla stessa linea, contribuendo a
sostenere il crescendo di risate che accompagna molte sequenze. Il tutto accompagnato
dalle indovinate scelte musicali e dai giochi coreografici apparentemente semplici, ma di
grande eleganza.