Tempi Moderni

I film del 1998


PER CASO O PER AZZARDO
(HASARD OU COINCIDENCES)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia e sceneggiatura: Claude Lelouch
(Francia, 1998)
Durata: 120'
Distribuzione cinematografica: ISTITUTO LUCE

PERSONAGGI E INTERPRETI

Myriam: Alessandra Martines
Pierre: Pierre Arditi
Marc: Marc Hollogne

Il regista francese Claude Lelouch torna al Lido con un nuovo film imperniato sul tema del caso e del destino, dei quali già trattava il precedente "Uomini - Donne: istruzioni per l'uso", presentato qui alla Mostra due anni fa con qualche polemica per il ruolo affidato al politico Bernard Tapie. "Hazard ou Coincidences" narra una storia d'amore strutturata pressappoco sugli stessi giochi del caso che erano alla base del film precedente (incontri fortuiti, tragici scherzi del destino, incroci di vite) ma sceglie un registro in buona parte diverso imboccando la pericolosa strada della descrizione del dolore. La storia d'amore tra la ballerina Myriam (Alessandra Martines, moglie del regista) e il venditore di quadri Pierre (Pierre Arditi) nasce infatti per caso e procede a colpi di massime sulla vita e le coincidenze, fino a quando un tragico scherzo del destino non priverà Myriam di suo figlio e di Pierre stesso. La donna sarà costretta a ritrovare la forza di vivere con l'aiuto delle immagini che andrà a rubare in giro per il mondo e con la solidarietà di un professore di storia abituato a giocare con il sottile limite tra realtà e finzione.
L'intento del regista francese è tanto chiaro quanto nobile, ma occorre da subito puntualizzare come il film non riesca ad essere sufficientemente profondo. Lelouch infatti mette in tavola temi, quali il doloroso recupero dopo una perdita e il valore del concetto di verità, che non ha poi il rigore per trattare in modo originale e approfondito. Il film pare assai migliore quando si mantiene su tematiche meno impegnative e non batte territori che richiederebbero ben altro talento, quali quello di un Resnais o più propriamente di un Kieslowski ("Film Blu" e più in generale tutta la trilogia dei colori trattavano argomenti assai simili con ben altro piglio).

Simone Sabattini