FRIGIDAIRE IL
FILM CAST TECNICO ARTISTICO
Sceneggiatura e Regia: Giorgio Fabris
Fotografia: Raffaele Mertes
Scenografia: Lorenzo Baraldi
Musiche originali: Vice Tempera
(Brani di Khachaturian, Rosas, Korsakov, Rossini, Delibes)
Costumi: Sergio Ballo
Prodotto da Lampostil
(Italia 1998)
Durata: 1h 38'
Distribuzione cinematografica: AB Film
PERSONAGGI E INTERPRETI
Frigidaire: Riccardo Salerno
Scarabocchio: Maria Monsè
Lampostil: Stefano Masciarelli
Nat Krylov: Flavio Bucci
Tamigi: Pietro Ghislandi
Cozza: Sergio Bustric
Il
dualismo attraversa come un filo rosso l'opera prima di Giorgio Fabris, regista e autore
del soggetto di Frigidaire. La fiaba da un lato, intesa come magia ed irrealtà, il cinema
dall'altro, o meglio un certo tipo di cinema, quello della violenza, del sesso, della
manipolazione. Nat Krylov, clochard dall'animo vagamente chapliniano, ha composto una
favola sul mondo del circo ed i suoi insoliti personaggi, capitanati da Frigidaire.
L'indigenza lo ha spinto a venderne i diritti a Lampostil, un tirannico produttore
cinematografico che ne ha distrutto il significato per adattarla alle esigenze di mercato.
L'eroico Frigidaire, creatura letteraria di Krylov, avrà il compito di ergere l'innocenza
e la rettitudine morale contro i non valori di cui Lampostil è portatore: il facile
guadagno, l'assenza di sentimento, la superficialità. Oscillerà continuamente fra la
finzione del set e la "realtà" della fiaba per riportare tutti gli altri
personaggi all'unica dimensione possibile, quella della fantasia. Nella sua impresa sarà
sostenuto dall'amore di Scarabocchio, una splendida e fragile fanciulla votata al
sacrificio e alla spiritualità che lo condurrà all'inevitabile lieto fine.
Fabris, che ha conosciuto il teatro e la pluralità di codici linguistici che lo
contraddistingue, rivolge sguardi ammiccanti ad un intero filone surreale e fantastico.
Omaggia il cinema e le sue tecniche, ma la poesia che vorrebbe far affiorare resta come
imprigionata nei gesti e nelle espressioni. Si rivolge ad un pubblico di adulti, pur
insistendo sulla componente infantile che ogni animo dovrebbe custodire. La scelta più
indovinata è quella dei brani musicali che accompagnano il film, primo fra tutti l'Adagio
di Spartaco e Frigia (Suite n°2 del balletto "Spartacus") di Khachaturian, cui
per altro l'opera è dedicata. Come un vero e proprio leitmotiv wagneriano abbinato alla
protagonista femminile, sia bambina che adulta, il tema sprigiona da solo quell'aura di
drammaticità che i personaggi fatta eccezione per Flavio Bucci, non riescono a liberare.