Tempi Moderni

I film del 1998


UNA RAGAZZA SFRENATA
(EXCESS BAGGAGE)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Marco Brambilla
Sceneggiatura: Max D. Adams, Dick Clement
Fotografia: Jean-Yves Escoffier
Scenografia: Missy Stewart
Montaggio: Stephen E. Rivkin
Musica: John Lurie
Prodotto da: Alicia Silverstone, Bill Borden
(USA, 1998)
Durata: 102'
Distribuzione cinematografica: COLUMBIA TRISTAR

PERSONAGGI E INTERPRETI

Emily T. Hope: Alicia Silverstone
Vincent Roche: Benicio Del Toro
Ray Perkins: Christopher Walken
Alexander Hope: Jack Thompson
Barnaby: Leland Orser
Sims: Robert Wisden
Kistler: Harry Connick Jr.
Stick: Nicholas Turturro
Gus: Michael Bowen

 

excess1.jpg (13626 bytes)Emily (Alicia Silverstone), una ragazza emozionalmente disturbata in cerca di un'identità, finge un rapimento al solo scopo di attirare l'attenzione del padre che la respinge. Dopo aver telefonato al genitore mascherando la voce e indicandogli il luogo dove ritrovarla, si rinchiude nel cofano di una BMW. Sfortunatamente la macchina con il suo carico imprevisto viene rubata dal ladruncolo Vincent (Benicio Del Toro) il quale, scoperta la ragazza, entra dapprima in conflitto con lei per poi innamorarsene.
Seconda prova americana per il nostrano Marco Brambilla (dopo "Demolition man"), nonché esordio della Silverstone in veste di produttrice, "Una ragazza sfrenata" è un film ingannevole che, dietro l'esile facciata di innocuo divertissement per teen-agers, nasconde uno spirito cupo e introverso come l'animo della sua protagonista. Alicia Silverstone, ex lolita sexy prematuramente sfiorita, si impegna con tutti i mezzi a sua disposizione per dare credibilità al personaggio (in ciò sorretta dalle ottime interpretazioni cameo di Christopher Walken e di uno straordinario Harry Connick Jr. nei panni di un distratto venditore d'auto), ma è infine il ritmo il grande assente di quest'opera che dilata tempi e situazioni oltre qualsiasi limite di prudenza, risolvendo il tutto in mare di noia. Dispiace per Brambilla, regista con buone potenzialità ancora inespresse. Passo falso o progressiva omologazione ai più triti modelli di cinema commerciale?

Luigi De Angelis