THE LAST
DAYS OF DISCOCAST TECNICO ARTISTICO
Regia, soggetto e sceneggiatura: Whit Stillman
Fotografia: John Thomas
Scenografia: Ginger Tougas
Costumi: Sarah Edward
Montaggio: Andrew Hafitz, Jay Pires
Musica: Mark Suozzo
(USA, 1998)
Durata: 113'
Distribuzione cinematografica: WARNER BROS
PERSONAGGI E INTERPRETI
Alice: Chloe Sevigny
Charlotte: Kate Beckinsale
Des: Chris Eigeman
Jimmy: Mackenzie Astin
Josh: Matt Keeslar
Tom: Robert Sean Leonard
Nina: Jennifer Beals
Dan: Matthew Ross
Holly: Tara Subkoff



Sul principiare degli anni
'8O, un celebre club diviene il centro della vita notturna d'un gruppo di giovani da poco
approdato a Manhattan.
Alice e Charlotte sono appena uscite dall'Hampshire College, vivono con il risicato
stipendio d'una casa editrice e sono perciņ obbligate a dividere il loro minuscolo
appartamento in affitto con una terza ragazza, Holly.
Una sera, ad una festa nell'esclusivo locale (gli avventori vengono infatti sottoposti ad
una sorta di selezione preventiva all'ingresso), esse s'imbattono in Jimmy, un
pubblicitario che si porta appresso i clienti dell'agenzia per mantenersi il lavoro, e
Tom, un fascinoso avvocato interessato alla gente del giro ed ai soldi; entrano poi in
scena Des, apparentemente un libertino bisessuale, e Josh, un neolaureato in legge che
lavora nell'ufficio del Procuratore Distrettuale...
Chi abbia dimestichezza con
il cinema di Whit Stillman, singolare figura di scrittore/cineasta/produttore qui alla sua
terza prova registica dopo "Metropolitan" (1990) e Barcelona (1994), sa cosa
attendersi da questo film: lunghi, fittissimi, scintillanti dialoghi tra i personaggi tesi
a dare al medesimo tempo una approfondita disamina delle loro psicologie ed un esauriente
quadro storico-ambientale.
Se le ascendenze filmiche e letterarie della pellicola - da Eric Rohmer al Jay Mc Inerney
de "Le mille luci di New York", passando per quel Salinger non a caso citato da
una delle protagoniste - risultano innumerevoli, assolutamente originale resta l'approccio
di Stillman alla materia trattata: per intiero percorso da bellissime musiche del periodo,
magnificamente recitato da un manipolo d'attori in gran spolvero, "The last days of
Disco" si raccomanda all'attenzione degli spettatori per il suo peculiare statuto di
manufatto d'autore in tristi tempi di operine acefale ed anonime, mestamente ombelicali o
prone ai diktat del business della celluloide.