Tempi Moderni

I film del 1998


BOOGIE NIGHTS

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia, soggetto e sceneggiatura: Paul Thomas Anderson
Fotografia: Robert Elswitt
Scenografia: Bob Ziembicki
Costumi: Mark Bridges
Coreografie: Adam Shankman
Musica: Michael Penn
Montaggio: Dylan Tichenor
(USA, 1997)
Durata: 157'
Distribuzione cinematografica: CECCHI GORI GROUP
Distribuzione home video: CECCHI GORI HOME VIDEO

PERSONAGGI E INTERPRETI

Eddie Adams/Dirk Diggler: Mark Wahlberg
Amber Waves: Julianne Moore
Jack Horner: Burt Reynolds
Rollergirl: Heather Graham

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BOOGIE1.JPG (12109 bytes)La biografia del regista Paul Thomas Anderson ci informa che egli proviene da quell'autentica fucina di talenti ch'è il Sundance Institute: dopo un'opera prima decorosa quanto anonima - "Sydney", con John C.Reilly e Gwyneth Paltrow - passata fugacemente anche sugli schermi nostrani la scorsa estate, il nome del Nostro è assurto ad improvvisa notorietà con questo "Boogie nights", ispirato in maniera non dichiarata alla vicenda del pornodivo John Holmes.
In verità, le ambizioni di Anderson vanno al di là del puro e semplice biopic: attraverso la presentazione del sottobosco cinematografico dell'hardcore, egli ha dato vita ad una accuratissima ricostruzione d'epoca (la storia si dipana negli anni compresi tra il 1977 ed il 1984, fedelmente reinventati per mezzo dello straordinario lavoro del costumista Mark Bridges e del coreografo Adam Shankman) con pretese affrescali ed intendimenti assai alti.
BOOGIE2.JPG (10934 bytes)Non diremo che l'impresa sia perfettamente riuscita, in virtù di una imperfetta coesione tra il registro ironico della prima parte e quello decisamente drammatico della seconda, con l'aggravante (di quanti film americani recenti abbiam dovuto dirlo?) di un metraggio sterminato quanto innecessario: tuttavia, il ritratto del milieu devastato e disperante dei blue movie risulta a tratti efficace, certe sequenze - quella del prefinale, ad esempio, dove il sangue od il dolore attraversano più o meno pesantemente i destini dei protagonisti - lasciano il segno, le interpretazioni (indimenticabile il Jack Horner di Burt Reynolds, ma anche Julianne Moore fornisce una folgorante caratterizzazione) sono tutte di prim'ordine, la colonna sonora d'epoca è semplicemente perfetta. Come negare, perciò, ad Anderson una certa apertura di credito?

Francesco Troiano