BOOGIE NIGHTS
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia, soggetto e sceneggiatura: Paul Thomas Anderson
Fotografia: Robert Elswitt
Scenografia: Bob Ziembicki
Costumi: Mark Bridges
Coreografie: Adam Shankman
Musica: Michael Penn
Montaggio: Dylan Tichenor
(USA, 1997)
Durata: 157'
Distribuzione cinematografica: CECCHI GORI GROUP
Distribuzione home video: CECCHI GORI HOME VIDEO
PERSONAGGI E INTERPRETI
Eddie Adams/Dirk Diggler: Mark Wahlberg
Amber Waves: Julianne Moore
Jack Horner: Burt Reynolds
Rollergirl: Heather Graham

La biografia del regista Paul Thomas Anderson ci informa che egli proviene da
quell'autentica fucina di talenti ch'è il Sundance Institute: dopo un'opera prima
decorosa quanto anonima - "Sydney", con John C.Reilly e Gwyneth Paltrow -
passata fugacemente anche sugli schermi nostrani la scorsa estate, il nome del Nostro è
assurto ad improvvisa notorietà con questo "Boogie nights", ispirato in maniera
non dichiarata alla vicenda del pornodivo John Holmes.
In verità, le ambizioni di Anderson vanno al di là del puro e semplice biopic:
attraverso la presentazione del sottobosco cinematografico dell'hardcore, egli ha dato
vita ad una accuratissima ricostruzione d'epoca (la storia si dipana negli anni compresi
tra il 1977 ed il 1984, fedelmente reinventati per mezzo dello straordinario lavoro del
costumista Mark Bridges e del coreografo Adam Shankman) con pretese affrescali ed
intendimenti assai alti.
Non diremo che l'impresa sia perfettamente riuscita, in virtù di una
imperfetta coesione tra il registro ironico della prima parte e quello decisamente
drammatico della seconda, con l'aggravante (di quanti film americani recenti abbiam dovuto
dirlo?) di un metraggio sterminato quanto innecessario: tuttavia, il ritratto del milieu
devastato e disperante dei blue movie risulta a tratti efficace, certe sequenze - quella
del prefinale, ad esempio, dove il sangue od il dolore attraversano più o meno
pesantemente i destini dei protagonisti - lasciano il segno, le interpretazioni
(indimenticabile il Jack Horner di Burt Reynolds, ma anche Julianne Moore fornisce una
folgorante caratterizzazione) sono tutte di prim'ordine, la colonna sonora d'epoca è
semplicemente perfetta. Come negare, perciò, ad Anderson una certa apertura di credito?