Tempi Moderni

I film del 1998


BLUES BROTHERS ­ IL MITO CONTINUA
(BLUES BROTHERS 2000)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: John Landis
Soggetto e sceneggiatura: Dan Aykroyd e John Landis
Fotografia: David Herrington
Scenografia: Bill Brodie
Costumi: Deborah Nadoolman
Montaggio: Dale Beldin
Musica: Paul Shaffer
Prodotto da: John Landis, Dan Aykroyd e Leslie Belzberg
(USA, 1998)
Durata: 80'
Distribuzione cinematografica: U.I.P.

PERSONAGGI E INTERPRETI

Elwood Blues: Dan Aykroyd
Mighty Mack McTeer: John Goodman
Cabel Chamberlain: Joe Morton
Buster: J. Evan Bonifant
Mrs. Murphy: Aretha Franklin
Reverand Cleophus James: James Brown
Malvern Gasperon: B. B. King
Lt. Elizondo: Nia Peeples

 

blues1.jpg (10834 bytes)"Blues Brothers" appartiene a quella gloriosa schiera di film che oltre vent'anni fa aprirono la stagione dei cult-movie. Il suo remake o sequel (il film è un po' l'uno e un po' l'altro) anche per questo, terminata quell'epoca, sembra far parte di quei progetti destinati a fallire sin dall'inizio. Tanto peggio, insomma, se non sembra proprio possibile dimenticarsi di un certo John Belushi. "Il mito continua" dice il titolo italiano, ma viene facile rispondere "in televisione" e non grazie a questa superflua seconda puntata.
La storia è presto detta: Elwood Blues esce di prigione vent'anni dopo gli avvenimenti rocamboleschi narrati nel primo episodio e si accorge che Jake è morto, l'orfanatrofio distrutto. Comincia così, con un velo di tristezza, che poi lascia posto ad una sorta di revival tipo compagni di liceo che si rincontrano dopo tanto tempo, si guardano in faccia e si riconoscono ingrigiti, appesantiti. Tutto è costruito sulla falsa riga del primo episodio, con più spazio per la parte musical (le coreografie ricordano i video di John Landis per Michael Jackson), e le jam session del gruppo della "House of Blues", che sembrano però coprire i buchi di una sceneggiatura scritta un po' come viene. Inutile dire che il confronto con l'archetipo non esiste e che, visti anche i non esaltanti risultati ai botteghini americani, sarebbe stato meglio non dare seguito a quest'operazione triste e malinconica.

Alfonso Iuliano