Tempi Moderni

I film del 1998


BASTA GUARDARE IL CIELO
(THE MIGHTY)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Peter Chelsom
Sceneggiatura: Charles Leavitt
Fotografia: John De Borman
Scenografia: Caroline Hanania
Montaggio: Martin Walsh
Costumi: Marie Sylvie Deveau
Musica: Trevor Jones
Prodotto da: Jane Startz, Simon Fileds
(USA, 1998)
Durata:106'
Distribuzione cinematografica: CECCHI GORI GROUP

PERSONAGGI E INTERPRETI

Grim: Harry Dean Stanton
Gram: Gena Rowlands
Maxwell Kane: Elden Henson
Blade: Joe Perrino
Kevin Dillon: Kieran Culkin
Gwen Dillon: Sharon Stone
Loretta Lee: Gillian Anderson
Iggy: Meatloaf
Sig.ra Addison: Jennifer Lewis
Kenny Kane: James Gandolfini

1.jpg (10959 bytes)The Mighty - il possente - , ribattezzato poeticamente da noi con questo "Basta guardare il cielo", si mette in evidenza soprattutto per qualche peculiarità del casting: Sharon Stone, che affronta le sue quaranta primavere cercando di volgere verso personaggi meno sexy e più maturi - toh, una mamma! - e Gillian Anderson, la mente fredda di "X-files", in una particina matta e simpatica recitata tutta contro il suo tipo.
Ci sono due quasi adolescenti che ne formano uno. Max è obeso e ha evidenti problemi di comunicazione. Colpa di suo padre, il lupo cattivo dei suoi incubi, che giace ai margini della società e ha ucciso la madre. Kevin (Kieran Culkin, fratello del più celebre Macaulay), invece, è un piccolo genio malato terminale; un mostriciattolo - non per niente il film è tratto dal romanzo "Freak the Mighty" - che s'inventa, parafrasando le gesta dei Cavalieri della Tavola Rotonda, la maniera di togliersi qualche soddisfazione ai danni degli altri ragazzi che lo soverchiano. Non ha padre, ma in compenso sua madre è Sharon Stone. Come già detto, i due si uniranno in fraterna e leale amicizia a formare un solo coraggioso ragazzo: con il corpo di Max e la mente di Kevin.
Una fiaba triste e strappalacrime, zeppa di parabole educative che finiscono per essere noiose e con qualche piccolo acuto dark che, in definitiva, non la riscatta dalla semplice ovvietà.

Alfonso Iuliano