Tempi Moderni

I film del 1998


LA BAIA DI EVA
(EVE'S BAYOU)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Kasi Lemmons
Soggetto e sceneggiatura: Kasi Lemmons
Fotografia: Amy Vincent
Costumi: Karyn Wagner
Montaggio: Terilyn A. Shropshire
Musica: Terence Blanchard
Prodotto da: Caldecott Chubb, Samuel L. Jackson
(USA, 1997)
Durata: 110'
Distribuzione cinematografica: LUCKY RED
Distribuzione home video: LUCKY RED

PERSONAGGI E INTERPRETI

Louis Batiste: Samuel L. Jackson
Roz Batiste: Lynn Whitfield
Eve Batiste: Jurnee Smollett
Mozelle: Debbi Morgan
Elzora: Diahann Carroll

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L'esordiente regista Kasi Lemmons ha un passato d'attrice (una piccola parte nel "Silenzio degli innocenti" di Jonathan Demme e "Senza tregua", di John Woo), ed è una piacevole sorpresa vederla firmare contemporaneamente regia e sceneggiatura di un film di notevole maturità narrativa e sensibilità cinematografica. "La baia di Eva" è un film piccolo secondo gli standard americani, ma che non rinuncia ad una messa in scena ricca e sontuosa. "L'estate che ho ucciso mio padre avevo solo 10 anni". Le parole fuori campo di Eva, avvolgono fin dall'inizio in un manto cupo il progressivo dipanarsi del film, sensazione riprodotta d'altronde ad ogni altro intervento "off". Il film è un dramma familiare che rimanda, soprattutto nelle prime scene, alle suggestioni de "L'orgoglio degli Amberson" di Orson Welles. Le vicende sono incentrate intorno ad una ricca famiglia nera della Louisiana anni 50, filtrate attraverso gli occhi della piccola Eva. Louis, il padre della bambina - interpretato da Samuel L. Jackson - è un medico donnaiolo che esercita la sua rispettata professione al di là del dovuto. Egli è infatti circondato da donne che lo amano o lo odiano perché gelose. Oltre a Eva, la splendida moglie Roz, chissà quanto ignara e mortificata, la sorella stravagante Mozelle, una chiromante di cui il film convalida tutte le angosciose predizioni, maledetta riguardo ai suoi uomini cui finisce sempre per sopravvivere, e la figlia più grande, Cicely, con la quale intrattiene un pericoloso rapporto di seduzione. Sarà un malinteso di natura seduttiva sorto tra il padre e Cisely a portare il dramma ai suoi estremi sviluppi, con la risoluta e indirettamente mortale decisione di Eva a scontrarsi precocemente contro l'ambiguità dei sentimenti. "La baia di Eva" è un film che parla della memoria; di quanto siamo impotenti a ricordare, di auto inganni dolorosi e di emozioni incontrollabili. "La baia di Eva" possiede soprattutto il pregio di una gustosa sensibilità femminile, che a volte sorprende per il suo tratto vivido e smagliante. La lussureggiante "Louisiana gotica" della Lemmons deve molto al suo cast di brillanti attrici che, come succede spesso quando a dirigere è un altro attore, paiono quasi perfette. Abilità e complessità narrativa e alcune appropriate soluzioni visive sono la prova del talento della neo regista. Qualche appunto lo si può muovere al lato magico del film, rappresentato da Mozelle (ma non solo) che, troppo insistente e frastornante, a tratti trascina il film verso la telenovela.

Alfonso Iuliano