Tempi Moderni

I film del 1998


ARTEMISIA

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Agnes Merlet
Sceneggiatura originale: Agnes Merlet e Christine Miller
Adattamento e Dialoghi: Agnes Merlet, Christine Miller e Patrick Amos
Fotografia: Benoit Delhomme
Scenografia: Antonello Geleng
Costumi: Dominique Borg
Musica: Krishna Levy
Prodotto da: Patrick Lancelot e Samantha Antonicolla
(FRANCIA, 1998)
Durata: 100'
Distribuzione cinematografica: WARNER BROS

PERSONAGGI E INTERPRETI

Artemisia Gentileschi: Valentina Cervi
Orazio Gentileschi: Michel Serrault
Agostino Tassi: Miki Manojlovic

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Artemisia si osserva con avidità attraverso uno specchio. I suoi muscoli, le linee che la giovane età piega sinuosamente, gli sguardi, i colori. Tutto viene catturato dalla sua matita, alla fioca luce di una candela. Artemisia è figlia di Orazio Gentileschi e il suo talento non puòessere sprecato. E' un talento maschile imprigionato nel corpo di una donna, ma le sue mani danzano sulla tela con una tale armonia da esorcizzare tanto i pregiudizi dell'Accademia d'arte che le dure leggi del tempo. Artemisia brucia dentro al fuoco di una passione divorante. Quella per la pittura, che la possiede quasi satanicamente, per l'amore fisico che ancora ignora, per la brama di vivere che inquieta i suoi diciassette anni. Brucia per le costrizioni che limitano la figura della donna, per Agostino Tassi, l'artista del momento che la conduce alla scoperta dell'universo carnale. Per il processo legale cui la sua relazione la costringe e la tortura e la condanna alla solitudine. Ma dalle ceneri dei suoi dolori rinasce sempre quella irrefrenabile forza interiore che le permette di vedere attraverso le mani. E' l'occhio a dominare la scena. L'occhio di Artemisia che si insinua tra le pieghe delle vesti e dei corpi che ritrae per carpirne le sfumature, l'occhio della regia che ci fa osservare paesaggi e figure come oggetti plastici, l'occhio della fotografia che imprigiona ogni fotogramma ispirandosi ai chiaroscuri di Caravaggio. La Mertel ama i particolari, e questo traspare dalla cura dei costumi, dalla precisa ricostruzione delle tecniche pittoriche dell'epoca, dallo sguardo malizioso che si posa sui corpi spesso nudi, dal senso della bellezza che guida ogni gesto d'arte. Come quello che sfiora il volto di Artemisia, trasgressiva ed angelica a un tempo, protagonista di splendidi e ripetuti primi piani.

Elisabetta Marino