APRILE CAST
TECNICO ARTISTICO
Sceneggiatura e Regia: Nanni Moretti
Fotografia: Peppe Lanci
Costumi: Valentina Taviani
Prodotto da: Angelo Barbagallo e Nanni Moretti per la Sacher Film.
Durata: 85'
(ITALIA, 1998)
Distribuzione cinematografica: TANDEM
Distribuzione home video: BUENA VISTA
INTERPRETI
Nanni Moretti, Pietro Moretti, Silvia Nono,
con l'amichevole partecipazione di Silvio Orlando

Come si può
giudicare Moretti, specie dopo la svolta di "Caro diario", dopo quattro anni di
latitanza e visto che resta (vecchia e vecchissima guardia a parte) l'autore di punta del
nostro cinema? Elogiando le splendide sfumature satiriche che commentano le vicende
politiche dei due anni compresi tra la vittoria di Berlusconi e la celebrazione della sua
sconfitta (ma la satira, dice Moretti, starebbe bene sotto qualsiasi padrone) o gli
atteggiamenti tipici morettiani, quando stona Jovanotti, corre in Vespa senza mani, soffre
e fa soffrire durante l'attesa del primo figlio (quali film vedere durante la gravidanza,
come chiamarlo, come allattarlo)? Oppure biasimando l'eccessiva pendenza a sinistra (ma
chi se ne frega...) o l'eccessiva frettolosità con cui questa svanisce proprio dopo la
vittoria? Tifando, insomma, per Pietro Moretti o per Massimo D'Alema
("Reagisci!", gli grida Nanni in campagna elettorale), uniti dallo stesso mese,
che rappresenta però il punto di arrivo per uno e per l'altro quello di partenza? I
giudizi, senza necessariamente doverli condividere, conviene forse lasciarli allo stesso
Moretti, che nel film ne regala generosamente, facendo ridere e riflettere. Basterebbe per
un inconsueto (per chiunque altro) diario di quattro anni di vita pubblica e privata del
nostro paese, sempre privilegiando sfacciatamente ciò che si vuole, visto che la vita non
è poi tanto lunga da potersi sprecare in cose che non ci interessano. E se per il resto
non c'è una vera storia, se l'autore rischia di incartarsi e di avvolgersi troppo su se
stesso, se la seconda parte del film, quella della gioia e insieme della disillusione,
risulta meno affilata della prima, se, in sostanza, il film ci sembra che meriti forse due
stellette anziché tre o quattro, beh, tutto sommato, chi se ne frega...