Tempi Moderni

I film del 1998


L'ANGOLO ROSSO
(RED CORNER)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Jon Avnet
Sceneggiatura: Robert King
Fotografia: Karl Walter Lindenlaub
Scenografia: Richard Sylbert
Montaggio: Peter E.Berger
Costumi: Albert Wolsky
Musica: Thomas Newman
Prodotto da: Jon Avnet, Jordan Kerner,
Rosalie Swedlin, Charles Mulvehill
(USA, 1998)
Durata: 122'
Distribuzione cinematografica: UIP

PERSONAGGI E INTERPRETI

Jack Moore: Richard Gere
Shen Yuelin: Bai Ling
Bob Ghery: Bradley Whitford
Lin Dann: Byron Mann
Presidente Xu: Tsai Chin

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red1.jpg (11985 bytes)Jack Moore, avvocato di una rete televisiva venuto a Pechino per concludere un importante contratto, si trova coinvolto in un misterioso delitto: il corpo di una ragazza sconosciuta, con la quale egli aveva trascorso una notte, viene rinvenuto privo di vita nel suo letto, proprio accanto a lui.
Deprivato di qualsivoglia diritto ed abbandonato dai suoi connazionali, l'uomo si trova ad affrontare i meandri del sistema giudiziario cinese da solo: unico aiuto, la giovane donna che il tribunale gli assegna quale avvocato d'ufficio e che, poco alla volta, finisce per convincersi della sua innocenza.
Film giudiziario dei più triti e prevedibili, che nulla lesina in stereotipi e luoghi comuni, "L'angolo rosso" concede poco anche sul versante spettacolare: al regista Jon Avnet, che avevamo visto più ispirato in altre occasioni (ad esempio, in "Pomodori verdi fritti alla fermata del treno"), premeva evidentemente farsi semplice vessillifero dell'intento filotibetano del divo Richard Gere, molto impegnato e da gran tempo su questo fronte.
Rozzo nei contenuti e pedestre nell'articolazione narrativa, il film veicola un pleonastico anticomunismo poggiandolo sulla presunta barbarie del diritto del luogo: ed il messaggio, proveniendo dal paese che condannò alla pena capitale gli anarchici Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti sulla scorta di prove inesistenti e che continua da lustri a far languire in carcere Silvia Baraldini senza concederle estradizione, suona francamente grottesco ed irricevibile.

Francesco Troiano