LA VITA
SOGNATA DAGLI ANGELI
(LA VIE SONGEE' DES ANGES)CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Erick Zonca
Sceneggiatura: Erick Zonca, Riger Bohbot
Fotografia: Agnes Godard
Prodotto da: Les Productions Bagheera, con France 3 Cinema - Diaphana
(FRANCIA, 1998)
Durata 113'
Distribuzione cinematografica: BIM
PERSONAGGI E INTERPRETI
Isa Elodie Bouchez
Marie Natacha Regniert
Chriss Gregoire Olin
Fredo Jo Prestia
Charly Patrick Mercado



Isa è una ragazza libera, la sigaretta perennemente in bocca, che tra un lavoro e
l'altro sopravvive vendendo biglietti augurali improvvisati. Conosce Marie, una ragazza
molto più chiusa, che come lei cuce stoffe in una piccola azienda, e senza falsi pudori
le chiede ospitalità. Marie, che vive nell'appartamento di una signora ricoverata in
ospedale assieme alla figlia dopo un grave incidente, la accoglie soprattutto perché non
riesce a dirle di no. Ma grazie alla forte vitalità di Isa, nasce pian piano una bella
amicizia, fatta di sostegno reciproco e voglia di ridere in faccia a un mondo tanto
triste.
Delle due ragazze s'innamorano due rozzi buttafuori di un locale, Charly e Fredo, ma
mentre Isa riesce a mantenere le cose sempre sul piano dell'amicizia, Marie, dopo essersi
concessa a Charly, preferisce inseguire un sogno impossibile: il padrone del locale, uno
stronzetto affascinante e molto ricco.
Quasi prigioniera delle sue stesse speranze di una vita migliore, inizia così ad
allontanarsi dall'amica, che considera destinata a rimanere per sempre una fallita. Mentre
s'incrina il rapporto con Marie, Isa si avvicina con discrezione ad un'altra ragazza,
Sandrine, la figlia della proprietaria dell'appartamento dove vivono; trova per caso il
suo diario, la va a trovare in ospedale, nonostante Sandrine sia in coma profondo, e
decide di proseguire laddove lei si era interrotta.
"La vita perduta degli angeli", titolo enfatico e malinconico di un'opera prima
molto semplice e altrettanto ben strutturata: un film
francesissimo, eppure straordinariamente più vero e più forte. Dall'angoscia
esistenziale ai momenti di tenerezza, dalle risate liberatorie fino ad un finale
"rosselliniano", di spietata asciuttezza, riesce a essere insieme tanto vero e
sempre sorprendente, scritto molto bene, diretto con esattezza, senza mai calcare la mano,
e interpretato dalle due ragazze come il premio vinto a Cannes lascia giustamente intuire.
Ottimista o pessimista? Se ne può discutere.
Comunque molto vicino alla vita, molto importante, sicuramente da vedere.