Tempi Moderni

I film del 1998


AMARE PER SEMPRE
(IN LOVE AND WAR)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Richard Attenborough
Sceneggiatura: Allan Scott, Clancy Sigal e Anna Hamilton Phelan, tratto dal libro "Hemingway in love and war" di H. S. Villard
Fotografia: Roger Pratt B. S. C.
Scenografia: Stuart Craig
Costumi: Penny Rose
Musica: George Fenton
Durata: 120'
(USA, 1997)
Distribuzione cinematografica: CECCHI GORI GROUP

PERSONAGGI E INTERPRETI

Ernest Hemingway: Chris O'Donnel
Agnes Von Kurowsky: Sandra Bullock
Henry Villard: Mackenzie Astin
Domenico Caracciolo: Emilio Bonucci
Mac: Ingrid Lacey
McBride: Ian Kelley
Rosie: Margot Steinberg
Miss De Long: Tara Hugo

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1.jpg (12541 bytes)Nel 1918 Hernest Hemingway consuma le sue notti in un ospedale militare italiano, gravemente ferito ad una gamba. La passione per la scrittura, l'idealismo dei vent'anni, contro lo spettro della morte imposto dalla guerra. La convalescenza è lunga e sofferta per il dolore delle vite spezzate, per le domande senza risposta, per le lacrime ingoiate a fatica.
Ma c'è l'amore immediato e violento per un'infermiera americana piena di dolcezza, che veglia sulla sua crescita interiore quasi come una madre, ma soprattutto come una donna. Una passione enorme e delicatissima che fa incontrare l'irruenza della giovinezza con la saggezza femminile, solida, ma incrinata dalla tentazione. Un amore soffocato dalla crudeltà della guerra che deforma i sentimenti e stravolge le anime.
Tratto dal libro "Hemingway in love and war" di Villard, il film di Attenborough mira volutamente alla valorizzazione dei sentimenti, da quelli dello strazio e della pena (concedendo anche troppo spazio al rosso del sangue versato dalle vittime), alla tenerezza insoddisfatta. Ma l'ombra della banalità aleggia minacciosamente nell'atmosfera, anticipando soluzioni ed immagini, rallentando i ritmi.
L'esperienza di vita che trasformerà il giovane strafottente nel premio nobel del futuro è trattenuta in un ambito sentimentale di scarso spessore in cui c'è poca considerazione per i valori che la sofferenza vera sa generare. L'amicizia, il senso del dovere, la scelta della rinuncia. L'apprendistato umano che il protagonista vive resta sfortunatamente indietro, nonostante il grande impiego di comparse e la bellissima fotografia.

Elisabetta Marino

Il sito ufficiale del film