Tempi Moderni

I film del 1998


ALIEN LA CLONAZIONE
(ALIEN RESURRECTION)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Jean-Pierre Jeunet
Sceneggiatura: Joss Whedon
Fotografia: Darius Khondji
Scenografia: Nigel Phelps
Costumi: Bob Ringwood
Montaggio: Hervè Schneid
Effetti alieni: Alec Gillis
Musica: John Frizzell
Prodotto da: Gordon Carroll, David Giler, Walter Hill
(USA, 1997)
Durata: 108'
Distribuzione cinematografica: 20TH CENTURY FOX
Distribuzione home video: FOX VIDEO

PERSONAGGI E INTERPRETI

Ripley: Sigourney Weaver
Call: Winona Ryder
Vriess: Dominique Pinon
Johner: Ron Perlman
Christie: Gary Dourdan
Elgyn: Michael Wincott
Hillard: Kim Flowers
Generale Perez: Dan Hedaya
Dr. Wren: J. E. Freeman
Gediman: Brad Dourif

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ALIEN10.JPG (10400 bytes)Alla fine del terzo capitolo avevamo lasciato Ripley mentre, partorendo il mostruoso alieno che era fecondato in lei, si immolava per l'umanità, liquefacendosi nell'inceneritore del penitenziario stellare sotto gli occhi stupefatti della squadra di soccorso arrivata sul pianeta per salvare i pochi detenuti superstiti.
"Mai più", aveva giurato Sigourney al termine di quel controverso capitolo. Ma, potenza dei dollari, ecco che ritroviamo la Nostra beneamata all'inizio di questo "Alien la clonazione" nientemeno che duecento anni dopo in un laboratorio spaziale nel bel mezzo di un parto cesareo effettuato dai soliti scienziati senza scrupoli che, recuperata qualche cellula sopravvissuta al rogo, hanno clonato Ripley riportandola in vita con ancora in grembo l'immonda creatura. La Ripley clonata è diversa dal tenace e allo stesso tempo fragile tenente che abbiamo imparato a conoscere. ALIEN6.JPG (8771 bytes)Questa volta infatti Ripley è umana sì, ma contaminata dal perfido alieno che ha partorito, possiede una forza sovrumana, del sangue corrosivo e un istinto animalesco che le permette di "sentire" gli alieni fecondati in laboratorio i quali, inutile dirlo, si libereranno dando inizio alla consueta mattanza. Unici sopravvissuti saranno dei pirati spaziali incappati nella nave per loschi traffici di cavie umane, aiutati dall'androide Call, interpretato da un'opaca Winona Ryder. Gran finale con la nascita del nuovo mostro metà alieno e metà umano per il quale Ripley prova persino dei sentimenti di affetto.
Giunta al quarto episodio la saga aliena, ideata nel 1979 da Dan 'O Bannon e Ronald Shusett, mostra di avere ormai esaurito la sua forza narrativa. Dopo "Alien" di Ridley Scott, capolavoro del terrore tutto costruito sulla tecnica dell'ascondimento con effetti speciali dosati al millimetro, e dopo "Aliens" di James Cameron, scatenato sequel rambesco, già "Alien 3" aveva dato segni di cedimento ma comunque l'allora esordiente David Fincher (poi autore del superbo "Seven") aveva dato prova di un grande talento visivo, ambientando la storia in una suggestiva galera intergalattica ed ispirandosi ai quadri di Bosch. ALIEN1.JPG (7204 bytes)In "Alien la clonazione", invece, non c'è traccia di alcuna idea, salvo quella molto di moda della manipolazione genetica. Il film, diretto dal francese Jean-Pierre Jeunet (già autore di "Delicatessen"), qui al suo esordio hollywoodiano, è soltanto un'orgiastica sequela di effetti speciali condita da emoglobina e liquidi organici. La spiacevole sensazione finale è quella di avere assistito più che ad un film di "Alien" ad un fumetto della serie omonima con personaggi unidimensionali, battute monocordi e violenza iperrealista. Quest'ultima davvero troppa.

Maurizio Imbriale

IL SITO UFFICIALE DEL FILM