Tempi Moderni

I film del 1997


I VESUVIANI

FILM A EPISODI

La stirpe di Iana di Pappi Corsicato
Maruzzella di Antonietta De Lillo
Sofialorén di Antonio Capuano
Il diavolo nella bottiglia di Stefano Incerti
La salita di Mario Martone

CAST TECNICO ARTISTICO

Soggetti e sceneggiature: Antonio Capuano, Pappi Corsicato,
Ivan Cotroneo, Marcello Garofalo,
Antonietta De Lillo, Stefano Incerti,
Mario Martone, Fabrizia Ramondino, Laura Sabatino.
Fotografia: Cesare Accetta, Antonio Baldoni,
Luca Bigazzi, Pasquale Mari
Scenografia e costumi: Paola Bizzarri, Pappi Corsicato,
Ortensia De Francesco, Mario Di Pace,
Renato Lori, Metella Raboni.
Musica: Flavio Brunetti, Pasquale Catalano,
Pappi Corsicato, Lelio Di Tullio, Antonio Paliotti
Montaggio: Giogiò Franchini, Jacopo Quadri
Prodotto da: Giorgio Magliulo per Megaris - Mikado
(ITALIA, 1997)
Durata: 125'
Distribuzione cinematografica: MIKADO

PERSONAGGI E INTERPRETI

Atlas/Francesca: Anna Bonaiuto
Ajax: Iaia Forte
Maruzzella: Enzo Moscato
Fausto: Antonio Pennarella
Il sindaco: Toni Servillo
Toritore: Tonino Taiuti
Principessa: Clelia Rondinella
Vecchio: Renato Carpentieri

"I vesuviani", ovvero il manifesto di un cinema che non esiste, al quale si stanno dedicando convegni e pubblicazioni, e che ufficialmente è spirato alla 54^ mostra del cinema di Venezia. La più o meno efficace abilità di praticare alla realtà iniezioni di fantasia, di cattiveria, di denuncia sarcastica sembra scomparire totalmente quando queste qualità aspirano a divenire il corpo stesso del film. Proiettato al Festival lo stesso giorno del brillante film di Roberta Torre, inoltre, questo accorpamento di cinque brutti, inconsistenti, noiosi episodi. Tra i cinque è difficile dire quale sia il migliore: operazione inutile e difficile da realizzare. C'è chi ha salvato (di questo solo si può parlare) il polpo di Capuano che di notte si trasforma in una bella fanciulla, o l'inquietante vicenda di Incerti, col diavolo rinchiuso nella bottiglia e pronto ad esaudire tre desideri. A qualcuno è persino piaciuto il racconto del travestito velato d'amarcord della De Lillo. Noi, in tutta onestà, Bassolino a parte, abbiamo trovato che la salita simbolica del sindaco, pur con il pesante fardello di riferimenti politici e la pericolosa, ma divertente apparizione del corvo pasoliniano, abbia quantomeno confermato che Martone è un signor regista e che sa avvalersi di buoni collaboratori e, soprattutto di eccellenti musicisti. Con l'accortezza, però, di tornare a fare cinema, lasciando stare le sciocchezze punitive come questa, con cui si rischia, a lungo andare, di far la stessa fine di Corsicato, ex-promessa scomparsa nell'istante della sua apparizione.

Marco Medelin