Tempi Moderni

I film del 1998


A PROPOSITO DI VERTIGO
Estratti da IL CINEMA SECONDO HITCHCOCK
di Francois Truffaut
Edito da Pratiche editrice

F.T. LA DONNA CHE VISSE DUE VOLTE (VERTIGO) e' tratto da un romanzo di Boileau-Narcejac, che si intitola D' ENTRE LES MORTS, e che e' stato scritto apposta per lei , perche' ne facesse un film.

A.H. Ma era gia' un libro prima che ne acquistassero i diritti per me.

F.T. Si, ma questo libro e' stato scritto apposta per lei.

A.H. Lei crede? E se non l' avessi comprato?

F.T. Sarebbe stato acquistato in Francia a causa del successo dei DIABOLIQUES. Boileau e Narcejac hanno scritto quattro o cinque romanzi costruiti sullo stesso principio e, quando hanno saputo che lei voleva comprare i diritti dei DIABOLIQUES, si sono messi al lavoro ed hanno scritto D' ENTRE LES MORTS che la Paramount ha subito acquistato per lei.

Che cos' era che le interessava di piu' in questo libro?

A.H. Quello che mi interessava erano gli sforzi che faceva James Stewart per ricreare una donna, partendo dall' immagine di una morta. Come lei sa, questa storia si divide in due parti. La prima arriva fino alla morte di Madeleine, la sua caduta dall' alto del campanile, e la seconda incomincia quando il protagonista incontra la donna bruna, Judy, che assomiglia a Madeleine. Nel libro, all' inizio della seconda parte, il protagonista incontra Judy e la obbliga ad assomigliare piu' di quanto in realta' non gli sembri a Madeleine. E' soltanto alla fine che si apprende, insieme a James Stewart, che si trattava della stessa donna. E' una sorpresa finale. Nel film ho proceduto in modo diverso. All' inizio della seconda parte quando Stewart ha incontrato la donna bruna, ho deciso di svelare subito la verita', ma soltanto allo spettatore: Judy non e' una donna che assomiglia a Madeleine, e' proprio Madeleine. Intorno a me tutti erano contrari a questo cambiamento, perche' pensavano che la rivelazione dell' identita' di Judy dovesse essere tenuta per la fine del film. Ho immaginato di essere un bambino seduto sulle ginocchia della madre che gli racconta una storia. Quando la mamma smette di raccontare, il bambino chiede immancabilmente: " Mamma, che cosa succede dopo?". Ho scoperto che nella seconda parte del romanzo di Boileau e Narcejac, quando il tipo ha incontrato la bruna, tutto continua come se dopo non dovesse succedere niente. Con la mia soluzione, il bambino sa che Madeleine e Judy non sono altro che la stessa e identica donna. Cosi' ora chiede alla madre: " E allora James Stewart non lo sa? - No".
Eccoci ancora una volta di fronte alla nostra consueta alternativa: Suspence o sorpresa? Ora, abbiamo lo stesso svolgimento dell' azione che c' era nel libro; Stewart per un po' di tempo credera' che Judy sia proprio Madeleine, poi si rassegnera' all' idea opposta, a condizione che Judy accetti di assomigliare sotto ogni aspetto a Madeleine. Il pubblico, invece, ha ricevuto l' informazione. Dunque abbiamo creato un suspance basato su questo aspetto interrogativo: come reagira' James Stewart quando scoprira' che lei gli ha mentito e che e' effettivamente Madeleine? Ecco il nostro pensiero principale. Aggiungo che esiste nel film un altro motivo di interesse oltre a questo, perche' si osserva la resistenza di Judy a diventare di nuovo Madeleine. Nel libro c' era una donna che non voleva lasciarsi trasformare, tutto qui; Nel film c' e' una donna che si rende conto che quest' uomo a poco a poco la sta smascherando. Ecco l' intreccio. C' e' un altro aspetto che chiamero' "sesso psicologico" ed e' qui' la volonta' che spinge quest' uomo a ricreare un immagine sessuale impossibile; in poche parole, quest' uomo vuole andare a letto con una morta, si tratta di necrofilia.

F.T. Infatti le scene che preferisco sono quelle in cui James Stewart accompagna Judy da un grande sarto, per acquistarle un tailleur identico a quello che portava Madeleine, la cura con la quale sceglie le scarpe, come un maniaco...

A.H. E' la situazione fondamentale del film. Tutti gli sforzi di James Stewart per ricreare la donna, cinematograficamente, sono mostrati come se cercasse di spogliarla invece che di vestirla. E la scena che sentivo di piu' era quando la donna torna dopo essersi fatta tingere i capelli di biondo. James Stewart non e' completamente soddisfatto perche' non ha raccolto i suoi capelli in uno chignon. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che e' quasi nuda davanti a lui, ma si rifiuta ancora di togliersi le mutandine. Allora James Stewart si mostra supplichevole e lei dice: "D' accordo va bene", e ritorna nel bagno. James Stewart attende che ritorni nuda questa volta, pronta per l' amore.

F.T. Non avevo pensato a questo, ma il primo piano di James Stewart mentre aspetta che esca dal bagno e' meraviglioso. Ha quasi le lacrime agli occhi.

A.H. Lei ricorda che, nella prima parte, quando James Stewart seguiva Madeleine nel cimitero, le inquadrature su di lei la rendevano piuttosto misteriosa, perche' le facevamo con dei filtri di nebbia; ottenevamo cosi' un effetto di verde sul riverbero del sole. Piu' tardi, quando Stewart incontra Judy, ho scelto di farla abitare all' Empire Hotel a Post Street, perche' sulla facciata di questo Hotel c' e' un' insegna al neon verde che lampeggia ininterrottamente. Questo mi ha permesso di creare, senza ricorrere a degli artifici, lo stesso effetto di mistero sulla donna quando esce dal bagno; e' illuminata dal neon verde, torna veramente dal regno dei morti. Poi si passa ancora su Stewart che la guarda e di nuovo sulla donna, ma questa volta filmata normalmente, perche' James Stewart e' tornato alla realta'. In ogni caso, Stewart per un momento ha sentito che Judy era proprio Madeleine e ne e' rimasto sbalordito fino a quando si accorge del medaglione; e questo lo convince definitivamente. A questo punto capisce che Judy lo aveva preso in giro.

F.T. Tutto questo aspetto erotico del film e' appassionante. Penso a un' altra scena all' inizio dopo che Stewart ha ripescato Kim Novak che si era gettata nell' acqua. La ritroviamo a casa di James Stewart coricata e nuda nel suo letto. Solo allora riprende conoscenza e questo ci prova che lui l' ha spogliata, che l' ha vista nuda e senza che tutto questo traspaia nel dialogo. Il resto della scena e' magnifico, quando Kim Novak gira con la vestaglia di Stewart, quando si vedono i suoi piedi nudi correre sulla moquette, quando viene a sedersi davanti al fuoco e James Stewart passa e ripassa dietro a lei...C' e' nella DONNA CHE VISSE DUE VOLTE una certa lentezza, un ritmo contemplativo che non si trova negli altri suoi film, spesso costruiti su passaggi rapidi e improvvisi.

A.H. Esatto, ma questo ritmo e' perfettamente naturale, perche' raccontiamo la storia dal punto di vista di un uomo emotivo. Le e' piaciuto l' effetto di distorsione, quando Stewart guarda nella tromba delle scale del campanile; sa come e' stato fatto?

F.T. Ho pensato che fosse una carrellata indietro, combinata con un effetto di zoom in avanti, e' cosi?

A.H. E' vero. Gia' quando stavo girando REBECCA, nella scena in cui Joan Fontaine sveniva, volevo mostrare che provava una senzazione speciale, che tutto le si allontanava prima della caduta. Mi ricordo sempre che una sera, al ballo del Chelsea Art, all' Albert Hall di Londra, mi ero ubriacato terribilmente e avevo avuto questa sensazione; tutto si allontanava da me. Ho voluto ottenere questo effetto in REBECCA, ma invano, perche' questo e' il problema: restando fisso il punto di vista la prospettiva deve allungarsi. Ci ho pensato per quindici anni. Quando me lo sono chiesto di nuovo nella DONNA CHE VISSE DUE VOLTE, il problema si e' risolto servendosi del Dolly e dello zoom, simultaneamente. Ho chiesto: " Quanto mi costera'? - Cinquantamila dollari - Perche'?- Perche' dobbiamo mettere la macchina da presa in alto sulla scala e costruire un meccanismo per sollevarla, mantenerla nel vuoto, sistemare un contrappeso, ecc.". Allora ho detto: Non ci sono personaggi in questa scena, e' un punto di vista. Perche' non costruire una tromba delle scale in modellino, appoggiarla orizzontalmente per terra e fare la nostra ripresa: carrellata-zoom sul piano?". E' costato solo diciannovemila dollari.

F.T. Ah si! cosi' tanto!.. Ho l' impressione le piaccia molto LA DONNA CHE VISSE DUE VOLTE.

A.H. Mi da fastidio il buco che c' e' nel racconto. L' uomo, il marito che ha gettato il corpo della moglie dalla sommita' del campanile, come poteva sapere che James Stewart non avrebbe salito le scale? Perche' soffriva di vertigini? Ma non poteva esserne sicuro!

F.T. E' vero, ma pensavamo che questo postulato le andasse molto bene... Il film, non e' stato ne' un successo ne' un fallimento.

A.H. Coprira' i costi di produzione...

F.T. Per lei dunque un fallimento?

A.H. Suppongo di si. Lei sa che una delle nostre debolezze quando qualcuno dei nostri film non va bene, e' di accusare l' ufficio vendite. Allora per rispettare la consuetudine, biasimiamo l' ufficio vendite e diciamo: "Hanno venduto male il film! ". Lei sa che avevo concepito LA DONNA CHE VISSE DUE VOLTE pensando a Vera Miles, avevamo fatto i provini finali e tutti i vestiti erano stati fatti per lei.

F.T. La Paramount non ne ha voluto sapere di lei?

A.H. La Paramount era d' accordo. Semplicemente, lei era rimasta incinta proprio prima di girare la parte che l' avrebbe fatta diventare una vedette. Poi ho perso interesse per lei, il ritmo non c' era piu'.

F.T. So che in molte interviste si e' lamentato di Kim Novak, tuttavia la trovo perfetta nel film. E' molto adatta alla parte soprattutto per la sua caratteristica animalesca e passiva.

A.H. La Novak e' arrivata sul set con la testa piena di idee che sfortunatamente mi era impossibile condividere. Io non rimprovero mai un attore durante le riprese, per non farlo anche davanti agli elettricisti. Sono andato a trovare la Novak nel suo camerino e le ho spiegato quali abiti e quali cappelli doveva portare: quelli che io avevo stabilito gia' da diversi mesi. Le ho fatto capire che la storia del nostro film mi interessava molto meno dell' effetto finale, visivo, dell'attore sullo schermo una volta terminato il film.

F.T. Tutte queste difficolta' preliminari la rendono ingiusto nei confronti del risultato finale, perche' le assicuro che tutti coloro che ammirano LA DONNA CHE VISSE DUE VOLTE amano Kim Novak nel film. Non si vede tutti i giorni un' attrice americana cosi' sensuale sullo schermo. Quando la ritroviamo nella strada nella parte di Judy, con la sua capigliatura rossa, e' resa molto animalesca dal trucco e probabilmente anche dal fatto che sotto il maglione non portava il reggiseno...

A.H. Effettivamente, non ne porta e del resto se ne vanta continuamente.