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IL RESTAURO
Quando, nel 1958, Hitchcock completo'
VERTIGO- LA DONNA CHE VISSE DUE VOLTE, ogni immagine, ogni nota, ogni sfumatura del film
era curata fino ad ottenere il massimo della perfezione. Nella creazione di questo film il
maestro non lascio' spazio ad alcuna concessione, ne' compromesso.
Paradossalmente, nel 1958, il pubblico e buona parte della critica non rimasero
particolarmente colpiti dal film, che suscito' commenti tiepidi ed ebbe scarso successo al
botteghino. Questo fatto e' sorprendente soprattutto se si pensa che il film era
interpretato da due stelle hollywoodiane di prima grandezza e diretto da uno dei registi
di maggior successo dell' epoca. E' opinione generale che VERTIGO- LA DONNA CHE VISSE DUE
VOLTE fosse un film troppo all' avanguardia per il suo tempo e che il pubblico quell' anno
fosse piu' attratto da produzioni patinate quali GIGI' o LA SIGNORA MIA ZIA, oppure UN
MARITO PER CINZIA, piuttosto che da "fastidiosi" thriller con risvolti
psicologici.
Solo piu' tardi, durante i piu' spregiudicati anni Sessanta, i cinefili cominciarono ad
apprezzare e riscoprire la bellezza di questa opera complessa ed inquietante. Gli
spettatori che facevano la fila per vedere l' ultimo film di Antonioni (BLOW-UP e' del
1966) e di Francois Truffaut erano finalmente pronti per VERTIGO- LA DONNA CHE VISSE DUE
VOLTE. Quando venne trasmesso per la prima volta in televisione ebbe grande successo.
Successo che continuo' per tutto il decennio successivo, quando Brian De Palma, discepolo
e ammiratore di Hitchcock, presento' COMPLESSO DI COLPA, romantico mystery-thriller con la
colonna sonora di Bernard Herrmann, che era essenzialmente un remake di VERTIGO. Quando
VERTIGO usci' di nuovo nel 1984 era ormai ritenuto da tutti gli appassionati di cinema uno
dei capolavori di Hitchcock.
E' stato quindi con grande sgomento che i restauratori del film James C. Katz e Robert
Harris hanno scoperto che il deterioramento del sonoro e dei negativi aveva intaccato la
perfezione cui Hitchcock teneva tanto, compromettendo gli effetti cinematografici di
questa storia oscura e romantica.
Per Harris e Katz la perdita sarebbe stata assolutamente imperdonabile. "VERTIGO- LA
DONNA CHE VISSE DUE VOLTE e' davvero uno dei piu' bei film mai realizzati", afferma
Harris. "E' nella lista dei film piu' importanti della Library of Congress e tra i
Top20 di molti critici. Era inaccettabile pensare che un' opera d' arte cosi' complessa e
ammirata andasse perduta per sempre".
Nonostante si creda che le immagini impresse su pellicola siano immortali, cio' non
corrisponde alla realta'. Al contrario, esse sono estremamente deperibili, i colori e i
toni sbiadiscono facilmente e la pellicola all' acetato diventa presto fragile. In realta'
quasi il 50% dei film realizzati e' andato perduto a causa dei danni provocati dal tempo.
"E' incredibile che un' industria che ha solo 100 anni di eta' abbia gia' perso tanto
materiale", afferma Jim Katz. "Fortunatamente le cose stanno migliorando, ma le
condizioni di un film girato solo 20 anni fa possono essere davvero incredibili".
Per decenni tutta l' opera di Hitchcock e' rimasta a giacere in magazzini all' esterno
degli studi. Sfortunatamente, centinaia di scatole contenenti gli originali sono state
gettate via per questioni di spazio e di spese di immagazzinamento; ma quel che e' peggio
e' che il restante materiale e' stato collocato in uno scantinato in cui non era possibile
salvaguardare l' isolamento dei negativi dall' influenza degli agenti atmosferici. Presto
sarebbe andato tutto perduto, era solo questione di tempo.
Per recuperare i film danneggiati c' e' bisogno di figure professionali che siano a meta'
tra l' archeologo e il detective e di esperti della conservazione e del restauro dei film
quali Harris e Katz, due produttori che hanno sviluppato un interesse specifico per le
pellicole dell' epoca d' oro del cinema hollywoodiano.
"E' molto piu' difficile conservare un film che farlo"afferma Katz. "Devi
avvicinarti al film senza alcuna idea preconcetta, perche' tutto cio' che troverai sara'
comunque fonte di infiniti problemi".
"Il nostro lavoro consiste in una profonda analisi della storia del film e per questo
abbiamo bisogno dell' aiuto della scienza, ma anche di una gran dose di perseveranza e
tenacia", aggiunge Bob Harris, uno dei pochi uomini al mondo a conoscere l' arte di
recuperare i tesori nascosti dietro una pellicola rovinata da decenni di sporcizia e di
negligenza. Bob e Jim sono la coppia di esperti in restauro dei film a grande formato piu'
famosa del mondo.
Martin Scorsese, da lungo tempo ammiratore del loro lavoro, commenta: "Bob e Jim non
eseguono un semplice restauro, che al giorno d' oggi consiste solo nella pulizia dei
negativi; loro riportano alla luce tutta la bellezza della pellicola. Anche in questo caso
non hanno cercato di sostituirsi all' opera di Hitchcock, ma di dare al pubblico di oggi
la sensazione di guardare il film per la prima volta, nel modo in cui questo venne
presentato originariamente. Tutto cio' e' molto importante".
Quando Harris e Katz hanno aperto l' ultimo scatolone contenente VERTIGO- LA DONNA CHE
VISSE DUE VOLTE, avevano un' idea precisa di cosa avrebbero trovato. "Sapevamo
esattamente cosa dovevamo aspettarci, poiche' conoscevamo le condizioni in cui i negativi
erano stati tenuti e le caratteristiche delle emulsioni degli anni Cinquanta. Abbiamo
trovato parti sbiadite e scolorite e negativi piegati e sostituiti. In sostanza, un film
assolutamente diverso da quello che aveva creato Hitchcock", ricorda Katz. E
aggiunge:" Certo non siamo maghi e non siamo in grado di restaurare il negativo fino
a renderlo assolutamente nuovo, ma ora possiamo dire che VERTIGO- LA DONNA CHE VISSE DUE
VOLTE potra' essere visto e ascoltato come Hitchcock non avrebbe mai immaginato".
Per portare a termine questa difficile operazione Harris e Katz hanno ricevuto circa 1
milione di dollari dalla Universal, l' ultima casa cinematografica di Hitchcock dall'
inizio degli anni Sessanta, che oggi possiede i diritti di 14 film del grande regista,
compresi quelli di VERTIGO- LA DONNA CHE VISSE DUE VOLTE. Nonostante il film fosse stato
distribuito originariamente nel 1958 dalla Paramount, i diritti tornarono al regista e da
lui passarono alla Universal insieme con quelli di altre pellicole databili dalla fine
degli anni Quaranta all' inizio dei Sessanta, tra cui LA FINESTRA SUL CORTILE, il remake
del 1956 di L' UOMO CHE SAPEVA TROPPO e PSYCO.
All' inizio degli anni Quaranta Hitchcock realizzo' L' OMBRA DEL DUBBIO e SABOTATORI per
la Universal, che in seguito ha prodotto tutti i suoi film: da gli UCCELLI del 1963 a
COMPLOTTO DI FAMIGLIA del '76, l' ultimo film del grande regista. Oggi la Universal vanta
una delle piu' grandi cineteche del mondo, con pellicole che risalgono addirittura al 1915
e investe annualmente oltre due milioni di dollari al fine di preservare questi preziosi
documenti per le generazioni future.
La Universal si e' comportata magnificamente.
Hano creduto nel progetto e ci hanno dato piena fiducia, consentendoci di fare tutto cio'
che ritenevamo opportuno. E' significativo che proprio i dirigenti degli studios abbiano
collaborato attivamente alla conservazione di una parte importante del nostro patrimonio
culturale", afferma Harris.
"In un' operazione del genere, utilizzare le migliori risorse umane e tecnologiche di
cui si dispone e' di fondamentale importanza, perche' un film si puo' restaurare solo una
volta. Il loro appoggio e' stato davvero decisivo"., aggiunge Katz.
Dan Slusser sovrintende gran parte di lavoro di restauro agli studios. "La Universal
svolge con notevole impegno l' attivita' di restauro dei film", commenta Slusser, che
ha conosciuto personalmente Hitchcock negli ultimi anni della sua vita. "Nel caso di
VERTIGO, quando la Universal decise di prendere parte all' operazione di restauro, il
negativo era rimasto per ben diciotto anni in un deposito accessibile al pubblico. Quando
un film non viene conservato in condizioni di temperatura e umidita' ideali, si deteriora
molto rapidamente. Questo e' quanto era accaduto a VERTIGO. Abbiamo dovuto restaurarlo
fotogramma per fotogramma. E' un processo laborioso e anche molto costoso, ma sapevamo che
senza i nostri sforzi il film sarebbe stato perso per sempre. E si sarebbe trattato di una
perdita inaccettabile, non solo per la Universal, ma anche per il mondo intero".
Harris e Katz suddivisero anzitutto i problemi in due parti distinte: l' immagine e il
sonoro, poiche', come afferma lo stesso Katz, "la qualita' di entrambi era
pessima".
Per quanto riguarda le immagini, il problema principale che i restauratori dovevano
affrontare consisteva nel fatto che il film era stato girato in Vista Vision, la tecnica
creata dalla Paramount nei primi anni Cinquanta in alternativa al Cinemascope della Twenty
Century Fox. Ma il Vista Vision non viene piu' utilizzato e l' equipe ha quindi dovuto
convertire il negativo Vista Vision 1:85 in una copia a 70mm.
Oltre a cio', l' abitudine di Hitchcock di fare sempre retroproiezioni per trasparente
poneva ulteriori difficolta' ai restauratori, perche', come spiega Harris, "la
pellicola si presenta piu' sottile e sbiadita e di conseguenza e' piu' complicato
trattarla".
Un altro problema da risolvere era costituito dai colori che, dopo essere stati scelti
tanto accuratamente dal regista, erano sbiaditi fino a diventare quasi irriconoscibili.
Mai come in questo film il genio di Hitchcock si concentra cosi' ossessivamente sul
colore. Il progressivo deterioramento della gamma cromatica rischiava di compromettere e
modificare gli intenti del regista.
Ad esempio, durante la scena in cui Scottie viene interrogato a proposito dell' apparente
suicidio di Madeleine, i cinque uomini seduti indossano lo stesso abito blu. Nel corso del
tempo pero', la tonalita' di blu si era trasformata fino a comprendere sfumature verde
mare.
Per ripristinare il giusto colore, Harris e Katz hanno compiuto un viaggio a ritroso nel
tempo, procurandosi addirittura frammenti di vernice di una Jaguardel 1957! Oltre a cio'
hanno preso in prestito dalla Paramount i costumi originali diel film creati da Edith
Head.
"Si e' trattato di un procedimento molto laborioso, soprattutto perche' il film era
stato stampato originariamente in Technicolor, con un processo che di per se' rende il
colore piu' intenso. Abbiamo dovuto condurre molte ricerche, interpellando le persone che
avevano preso parte alla realizzazione del film e utilizzando ogni sorta di materiali
disponibili per avvicinarci all' originale, spiega Ktz.
Tra le molte scoperte interessanti, una colpisce Katz in modo particolare:" Per anni
nessuno si e' reso conto di quanti abiti e accessori gialli indossi Midge. Soltanto ora ci
si accorge che quasto colore ha un ruolo preciso nella caratterizzazione del
personaggio".
Un altro problema da affrontare era la contrazione della pellicola, un fenomeno che puo'
causare la comparsa di bordi multicolore intorno alle immagini. L' unico modo di eliminare
il problema e' quello di riassemblare meccanicamente, e con molta pazienza, le pellicole
in bianco e nero del Silver Master di separazione.
Come abbiamo accennato, anche il suono di VERTIGO era notevolmente danneggiato: la colonna
sonora e gli effetti creati dai rumoristi erano gravemente compromessi. Fortunatamente
Harris e Katz riuscirono a scovare la registrazione originale dei brani orhestrali diretti
da Muir e Matheson negli studi di Londra e Vienna. Nel 1967 venne dato ordine di gettar
via questo materiale (l' ordine non partiva dalla Paramount), che tuttavia era
miracolosamente scampato alla distruzione e giaceva ora nei sotterranei dalla Paramount,
intatto anche se in pessime condizioni.
Grazie alla digitalizzazione dei brani registrati, ora la qualita' della colonna sonora e'
tale che la musica puo' essere diffusa senza alcun problema dalle piu' sofisticate casse
acustiche. Persino coloro che conoscevano a memoria le musiche del film ne sono rimasti
sorpresi. "L' abbiamo fatta sentire ad alcuni collaboratori di Bernard Hermann, che
hanno dichiarato stupefatti di sentire per la prima volta strumenti e note mai uditi
prima", dichiara soddisfatto Katz.
Per quanto riguarda i rumori, invece, si e' dovuto ripartire da zero; in questo caso le
indicazioni dello stesso Hitchcock sono state preziose. Harris e Katz hanno studiato
attentamente le annotazioni lasciate dal regista in proposito e vi si sono ispirati per
riprodurre i suoni misteriosi e spettrali che sono parte integrante dell' atmosfera di
VERTIGO.
"Ovviamente sapevamo bene quanto Bernard Hermann detestasse gli effetti sonori
sovraposti alle sue musiche. Per quasto motivo volevamo usare la stessa cautela di
Hitchcock a riguardo, studiando le sue numerose annotazioni sul modo piu' adatto per
integrare i suoni", afferma Katz.
Tra tutte le pressioni psicologiche che un lavoro del genere comporta, la piu' inquietante
e' stata forse la "presenza" dell' ombra di Hitchcock al cui controllo Harris e
Katz sentivano di non poter sfuggire. "Il grado di perfezione voluto da Hitchcock e'
diventato una vera e propria leggenda nel mondo del cinema e VERTIGO e' uno dei film in
cui l' impronta del maestro si avverte dall'inizi alla fine", ammette Katz. "Nel
corso del nostro lavoro sapevamo di essere quasi 'guardati a vista' da tutte le persone
che hanno conosciuto e amato il maestro. Ma, cosa piu' importante di tutte, volevamo
restaurare questo film in modo tale da essere certi che Hitchcock ne sarebbe stato
soddisfatto e orgoglioso".
Katz tiene a sottolineare la differenza tra un vero restauro come quello di VERTIGO e le
molte 'copie restaurate' la maggior parte delle quali sono in realta' semplici ristampe
che stanno invadendo il mercato. "Una vera operazione di restauro consiste nel
riportare il negativo alla sua qualita' originale, in una forma che rimarra' inalterata e
disponibile per le generazioni future", afferma.
Harris aggiunge:" Sono certo che se Hitchcock fosse qui' e volesse presentare questo
film al pubblico di oggi, trarrebbe vantaggio dalla tecnologia che abbiamo
utilizzato".
Ma c'e' una cosa che Hitchcock non avrebbe certo potuto prevedere: la scoperta di un
finale di VERTIGO diverso da quello che il regista giro' cedendo alle pressioni dei
distributori stranieri che insistevano su un epilogo piu' convenzionale. Benche' questa
scena non sia determinante, essa rivela come le intuizioni del maestro del brivido fossero
superiori rispetto a qualsiasi finalita' commerciale. Grazie a questa operazione di
restauro che non ha precedenti nella storia del cinema, il pubblico avra' la possibilita'
di riscoprire queste geniali intuizioni.
I frequentatori abituali delle sale cinematografiche non potranno che accogliere con gioia
la versione restaurata di questo capolavoro, che per loro equivarra' alla riscoperta di un
vecchio amore.
Per tutti coloro che vedranno VERTIGO per la prima volta sara' invece una rivelazione
entusiasmante e, forse, l' inizio di un' ossessione.
Hitchcock Truffaut: a
proposito di Vertigo... |