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Le locations
Il film (avvolto nell'affascinante
e magistrale partitura di Bernard Herrmann) si svolge a San
Francisco. Ma questo non č un giro turistico di una cittā o
un'opportunitā per mostrarla (come dice il fogliettino che accompagna
la nuova edizione del film). San Francisco e le zone vicine sono
perfette per l'atmosfera di mistero che richiama questa ed altre storie.
Non č mera coincidenza, allora, che tutte le locations siano scelte
accuratamente ed emanino sensazioni di estraniamento ed irrealtā.
E' il caso della sala quasi vuota del museo, nel Palazzo della
Legione D'Onore, o dei boschi di Muir, a quindici minuti a nord
della cittā, dove Stewart dichiara il suo amore a Madeleine per la prima
volta, e dove vivono i "redwoods", parenti delle sequoie, alberi antichissimi che filtrano i raggi solari e creano uno scenario strano, miscela di luce, polvere e nebbia. Anche Fort Point č misterioso, un
posto speciale della cittā, dove il Golden Gate appare mostruoso e
solitario, e dove Kim Novak si lancia nell'acqua simulando il finto
suicidio.
Riguardo a questo aspetto inquietante di San Francisco ho visitato quindici giorni fa l'angolo di Gough ed Eddy dove c'era l'albergo McKinnick, pensione dove Novak affitta una abitazione e da dove sparisce senza spiegazione
(si tratta di una zona non propriamente bella della cittā chiamata Western
Addition.). Nel migliore stile del maestro Hitchcock, l'albergo č
ora uno spazio vuoto, probabilmente a causa del terremoto del 1989.
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