Tempi Moderni

I film del 1998


Introduzione

vert3.jpg (9580 bytes)Scrivere su Vertigo (in italiano "La donna che visse due volte"), dopo tutte le critiche e gli studi che sono stati fatti può sembrare superfluo o addirittura ambizioso. Il film è riuscito nelle sale americane dopo una paziente opera di restauro effettuata da Robert Harris e James C.Katz, (gli stessi che avevano già provveduto al restauro di "Lawrence d'Arabia", "Spartacus"e "My Fair Lady") che hanno recuperato gli originali negativi in Vistavision e hanno ristampato il film in 70 mm, dopo averlo addirittura rimissato in Dolby Surround THX. Ma, nonostante tutto questo, il film, uscito in Usa da poco meno di un mese, è rimasto due giorni in un cinema di San Francisco (il celeberrimo Paramount di Oakland di cui vi ho parlato in un articolo di qualche mese fa) e l'unica copia rimasterizzata presente nel videostore della città non viene affittata mai da nessuno. Resta il fatto però che, a discapito dell'insuccesso commerciale dell'operazione, il film rimane uno dei più grandi della storia del cinema.
Si è scritto moltissimo sugli aspetti psicologici del film (l'ossessione di Hitchcock per Kim Novak, il re-make di una donna d'accordo con la personalità del regista, la paura verso le donne di cui soffriva Stewart). Si
è anche detto (Martin Scorsese) che "Vertigo" è un film personale, dove Hitchcok ha svelato i suoi sentimenti più intimi. La mia analisi prescinde però dagli aspetti psicologici del film ed è esclusivamente artistica.

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