Tempi Moderni

I film del 1998


La vertigine dell'amore

vert5.jpg (8875 bytes)Come già si è detto, la logica scientifica non sempre va a braccetto con il cinema, lo stesso Hitchcock ci diceva che l'importante è raccontare una storia, senza dare troppo peso alla verosimiglianza. Così non è importante se l'"acrofobia" di James Stewart è realistica o meno, come non ha importanza ai fini della storia la digressione dello psichiatra che spiega il male di Anthony Perkins nel finale di Psycho. Quello che per me è rilevante in questo film è il viso di Kim Novak e l'aura di mistero e paura che insinua in chi la vede. Ricordate la sua prima apparizione? Si vedono prima le labbra, poi gli occhi che guardano a destra e a sinistra stringendosi lievemente. Poi la stupenda sequenza del recentemente scomparso Saul Bass (il realizzatore dei titoli di testa), dove una spirale cambia continuamente forma, un tema fondamentale questo, che si ripete nella pettinattura di Kim Novak, o nella scala che conduce alla torre della Mision San Juan Bautista. La complessità della relazione e dei sentimenti dei protagonisti è stata descritta magistralmente: la vertigine dell'amore, la caduta irreversibile di Scotty-Stewart, Madeleine/Judy-Novak, che s'innamora di Stewart, e la inesperta "sweetheart" della gioventù (incarnata da Barbara BelGeddes). E intorno all'intrecciarsi di queste relazioni (specialmente quella fra James Stewart e Kim Novak) che cercherò di offrire un contributo critico. L'ultima mezz'ora è decisiva a mio avviso poiché segna la rinascita e la riabilitazione di Scotty-Stewart.
vert6.jpg (9974 bytes)Nel 1958 molte critiche furono negative. Il "The observer" di Londra annotava: "The last half-hour is as dull as ditchwater, for there is no suspense, and
no mistery remains except the mistery of who is supposed to care what happens". Questa interpretazione è comprensibile per gli spettatori superficiali che non conoscono Hitchcock. Ed è comprensibile il loro turbamento. Oggi sappiamo che quest'ultima mezz'ora, quando James Stewart ritrova Judy-Novak, è fondamentale per la comprensione del film. Innanzitutto con un colpo da maestro Hitchcock filma la faccia di Judy in primo piano e fa apparire alle sue spalle gli avvenimenti accaduti mesi prima a San Juan Bautista. Poi, Scotty inizia una ricerca implacabile. Sappiamo che è ossessionato dalla morte di Madeleine ("acute melancholia and guilt complex" dice il suo psichiatra) e sappiamo che visita tutti i luoghi frequentati da lei, e la vede dappertutto. Così, Scotty inizia a plagiare Judy per cercare di tramutarla in Madeleine. Questo processo è stato interpretato da molti come la creazione della moglie ideale, in un modo brutale, ossessivo, da parte di Stewart ormai diventato Hitchcock. Senza dare importanza a questo aspetto, la mia ultima visione del film mi ha offerto un'altra angolazione inedita: la riabilitazione di Scotty-Stewart come investigatore. Io credo che quando Scotty scopre Judy, incomincia un complesso meccanismo dove si mescolano l'amore e il dubbio. E questo dubbio incomincia a sfumare quando, piano piano, Scotty obbliga Judy a travestirsi, a diventare Madeleine. vert2.jpg (10024 bytes)E' un modo subdolo di farla confessare. Il dettaglio della collana è la goccia che fa traboccare il vaso, l'ultimo elemento per confermare la sua teoria. E' anche per questo che, mentre sale le scale della torre per la seconda volta, dice alla Novak "faccio questo perché è la mia seconda opportunità". L'opportunità di essere nuovamente un investigatore, d'avere rispetto verso se stesso. Ricordate la vergognosa scena del processo nella Mision dopo la morte di Madeleine, come Scotty-Stewart sia distrutto perché si ritiene responsabile di un'altra morte (dopo la prima del poliziotto che è la causa della sua "acrofobia")? L'incontro con Judy permette a Scotty di condurre un'indagine minuziosa (guarda le fotografie di famiglia, le controlla la patente di guida) e allo stesso tempo di rivivere un amore, probabilmente il primo. La brutalità di questo processo investigativo è chiara nel dialogo finale sulla torre. Scotty usa la forza per ottenere una confessione, non per vendicarsi dell'inganno. Un colpo da maestro è il finale, quando una monaca spaventata causa la caduta (questa volta reale) di Judy-Madeleine. Scotty esce fuori e guarda il suo corpo ormai guarito dall'acrofobia.

Segue: Conclusione