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La vertigine dell'amore
Come già si è detto, la logica
scientifica non sempre va a braccetto con il cinema, lo stesso Hitchcock ci diceva che
l'importante è raccontare una storia, senza dare troppo peso alla
verosimiglianza. Così non è importante se l'"acrofobia"
di James Stewart è realistica o meno, come non ha importanza ai fini della storia la
digressione dello psichiatra che spiega il male di Anthony Perkins
nel finale di Psycho. Quello che per me è rilevante in questo film
è il viso di Kim Novak e l'aura di mistero e paura che insinua in chi la vede. Ricordate
la sua prima apparizione? Si vedono prima le labbra, poi gli occhi
che guardano a destra e a sinistra stringendosi lievemente. Poi la stupenda sequenza del
recentemente scomparso Saul Bass (il realizzatore dei titoli di testa), dove una spirale
cambia continuamente forma, un tema fondamentale questo, che si ripete
nella pettinattura di Kim Novak, o nella scala che conduce alla
torre della Mision San Juan Bautista. La complessità della
relazione e dei sentimenti dei protagonisti è stata descritta
magistralmente: la vertigine dell'amore, la caduta irreversibile di Scotty-Stewart,
Madeleine/Judy-Novak, che s'innamora di Stewart, e la inesperta
"sweetheart" della gioventù (incarnata da Barbara BelGeddes). E intorno
all'intrecciarsi di queste relazioni (specialmente quella fra James Stewart e Kim Novak)
che cercherò di offrire un contributo critico. L'ultima mezz'ora è
decisiva a mio avviso poiché segna la rinascita e la riabilitazione di Scotty-Stewart.
Nel 1958 molte critiche furono negative. Il "The observer"
di Londra annotava: "The last half-hour is as dull as ditchwater, for there is no
suspense, and no mistery remains except the mistery of who is
supposed to care what happens". Questa interpretazione è
comprensibile per gli spettatori superficiali che non conoscono Hitchcock. Ed è
comprensibile il loro turbamento. Oggi sappiamo che quest'ultima
mezz'ora, quando James Stewart ritrova Judy-Novak, è fondamentale per la comprensione del
film. Innanzitutto con un colpo da maestro Hitchcock filma la faccia di Judy in primo
piano e fa apparire alle sue spalle gli avvenimenti accaduti mesi prima a San Juan
Bautista. Poi, Scotty inizia una ricerca implacabile. Sappiamo che
è ossessionato dalla morte di Madeleine ("acute melancholia
and guilt complex" dice il suo psichiatra) e sappiamo che visita tutti i luoghi frequentati da lei, e la vede dappertutto. Così, Scotty inizia a
plagiare Judy per cercare di tramutarla in Madeleine. Questo
processo è stato interpretato da molti come la creazione della moglie
ideale, in un modo brutale, ossessivo, da parte di Stewart ormai diventato Hitchcock. Senza dare importanza a questo aspetto, la mia ultima visione del film mi ha offerto un'altra angolazione inedita: la riabilitazione di
Scotty-Stewart come investigatore. Io credo che
quando Scotty scopre Judy, incomincia un complesso meccanismo dove
si mescolano l'amore e il dubbio. E questo dubbio incomincia a sfumare
quando, piano piano, Scotty obbliga Judy a travestirsi, a diventare
Madeleine. E' un modo subdolo di farla confessare. Il dettaglio
della collana è la goccia che fa traboccare il vaso, l'ultimo
elemento per confermare la sua teoria. E' anche per questo che, mentre sale
le scale della torre per la seconda volta, dice alla Novak "faccio questo perché è
la mia seconda opportunità". L'opportunità di essere
nuovamente un investigatore, d'avere rispetto verso se stesso.
Ricordate la vergognosa scena del processo nella Mision dopo la
morte di Madeleine, come Scotty-Stewart sia distrutto perché si ritiene responsabile di
un'altra morte (dopo la prima del poliziotto che è la causa della sua
"acrofobia")? L'incontro con Judy permette a Scotty di
condurre un'indagine minuziosa (guarda le fotografie di famiglia, le controlla la patente
di guida) e allo stesso tempo di rivivere un amore, probabilmente il primo. La brutalità
di questo processo investigativo è chiara nel dialogo finale sulla
torre. Scotty usa la forza per ottenere una confessione, non per vendicarsi dell'inganno.
Un colpo da maestro è il finale, quando una monaca spaventata causa la caduta (questa
volta reale) di Judy-Madeleine. Scotty esce fuori e guarda il suo corpo ormai guarito
dall'acrofobia.
Segue: Conclusione |