UN UOMO IN
PRESTITO
(THE TRUTH ABOUT CATS AND DOGS) CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Michael Lehmann
Soggetto e sceneggiatura: Audrey Wells
Fotografia: Robert Brinkmann
Scenografia: Sharon Seymour
Costumi: Bridget Kelly
Montaggio: Stephen Semel
Musiche: Howard Shore
Prodotto da: Cari-Esta Albert per NOON ATTACK
(USA, 1996)
Durata: 97'
Distribuzione cinematografica: TWENTIETH CENTURY FOX
PERSONAGGI E INTERPRETI
Abby: Janeane Garofalo
Noelle: Uma Thurman
Brian: Ben Chaplin
Ed: Jamie Foxx
Roy: James McCaffrey
Eric: Richard Coca

Il triangolo romantico delle identità sbagliate, immortalato dalla storia del
"Cyrano de Bergerac" di Rostand, diventa con questo film una commedia leggera
che ci fa ammirare due attori per i quali è facile prevedere un prossimo futuro di star:
Janeane Garofalo e Ben Chaplin. Il film comincia con un buon ritmo da slapstick comedy e
qualche scena un po' folle quando Abby, una veterinaria conduttrice di un programma radio
sugli animali - che si chiama come il titolo originale del film: "The truth about
cats and dogs" - , riceve richiesta di appuntamento da un ascoltatore cui aveva
risolto le più serie difficoltà col suo cane in pattini. Scoraggiata dalla bassa stima
che ha di sé, la protagonista si descrive al telefono come una specie di dea alta e
bionda, così che neanche con una parrucca può pensare di incontrare il suo romantico
ammiratore. In soccorso le giunge la sua nuova amica Noelle, modella e dea alta e bionda,
a cui cede il posto facendosi presentare solo come sua amica.
Se riguardo all'ingannato
pretendente non si riesce a capire di chi sia innamorato, se del corpo o dell'anima
riunite nelle due protagoniste, le due ragazze lo sono con tutta sicurezza entrambe dello
stesso. "Un uono in prestito" è una commedia sentimentale con un certo terrore
del corpo a corpo - similmente a quanto succedeva nel più didascalico "Hello
Denise", anche qui ci si conosce e ama soprattutto via cavo o onda radio - che da
metà film in poi ha il torto di sfumare gran parte del suo humour in un sentimentalismo
più convenzionale.
Quarto di film di Michael Lehmann - "Hudson Hawk" e "Schegge di
follia", tra i precedenti -, conferma l'abilità di questo regista nel dislocare
copioni apparentemente innocui, quel suo piccolo tocco delirante che anche qui si mostra
in più di un'occasione. Qui ha a disposizione tre ottimi interpreti alle prese con
personaggi di comune fragilità a dispetto di quanto di stereotipo sembrano rappresentare:
la donna intelligente è insicura del suo aspetto fisico, quella più bella delle sue
capacità intellettuali. Quella che gli autori del film amano di più è senza dubbio la
prima, tanto che in qualche scena la brunetta Janeane Garofalo sembra superare in fascino
una autentica bellezza come Uma Thurman.