Tempi Moderni

I film del 1997


BEATIFUL THING

Regia: Hettie Macdonald
Sceneggiatura: Jonathan Harvey
dal proprio omonimo testo teatrale
Fotografia: Chris Seager
Scenografia: Mark Stevenson
Costumi: Pam Tait
Montaggio: Don Fairservice
Musiche: John Altman
Prodotto da: Tony Garnett, Bill Shapter
(Gran Bretagna, 1996)
Durata: 100'
Distribuzione cinematografica: LUCKY RED
Distribuzione home video: LUCKY RED

PERSONAGGI E INTERPRETI

Sandra Gangel: Linda Henry
Jamie Gangel: Glenn Berry
Ste Pearce: Scott Neal
Leah: Tameka Empson
Tony: Ben Daniels
Ronnie Pearce: Garry Cooper
Trevor Pearce: Daniel Bowers

 

thing1.jpg (13232 bytes)In un condominio popolare di Thamesmead, durante una caldissima estate, si sovrappongono storie di ordinaria insoddisfazione, tra il fracasso fumoso di litigate inconsistenti ed il silenzio della violenza che invece lascia il segno.
Puo' succedere, quindi che un rapporto confuso tra due compagni di scuola possa rinsaldarsi. Ma puo' succedere anche che quel sentimento vago si trasformi, lasciando il posto a un amore non previsto e non facile da accettare. Specialmente se il padre di Ste e' un alcolizzato dalla mano pesante, e se la madre di Jamie sembra una ragazzina che non vuole crescere. Specialmente se Jamie non ha il padre e se Ste non ha la madre, e se tutti e due hanno una vicina ficcanaso, volgarotta e linguacciuta, persa completamente dietro il mito di Mama Cass, enorme cantante nera.
Situazione disperata che consiglierebbe la resa. Ma il cuore batte troppo forte per poterlo nascondere sotto un paio di baffi e sotto l'illusione di una vita "normale". Convinti da alcune settimane che l'amore non e' altro che la piu' grande delle catastrofi, ci troviamo costretti ora ad ammettere che, dopo tutto, e' una cosa bella, anzi, una bella cosa. Assunto di base dell'ultimo prodotto di quel filone giovanile, leggero ma realistico, divertente e romantico, che si va imponendo un po' ovunque, dagli Stati Uniti Indipendenti, all'Europa, fino alla Nuova Zelanda, nel quale c'e' sempre e soprattutto spazio per i sentimenti positivi. E questa e' senz'altro una bella cosa. Ed e' pure il risultato ovvio della giovane eta' dei suoi autori, magari cinici e sporcaccioni, come nel caso estremo di "Clerks", oppure immersi in realta' difficili, come nel film di Hettie Macdonald, ma sempre e comunque pensatoripositivi. Non vorremmo con cio' che lo si considerasse un difetto, assolutamente no. Dovendo scegliere tra "Beautiful thing" e "La notte " di Michelangelo Antonioni (tanto per fare un esempio vicino e per farci amare da tutti), non avremmo dubbi: perlomeno 'sti ragazzi parlano. Magari troppo, ma parlano. Il problema insorgerebbe piuttosto allorche' ci si trovasse a dover paragonare questo film con gli altri sopra raggruppati: alcuni molto "carini", altri non del tutto riusciti; nessuno, forse, come questo, cosi' invischiato in periferia e cosi' problematico, almeno in apparenza. Ma per il resto, tutti molto simili: un sapore piacevole, lo ripetiamo, che si gusta nei momenti decisivi e che, se il film funziona, rimane dopo la fine.
thing2.jpg (13190 bytes)Non vogliamo che si cambi rotta, non possiamo volerlo, dato che abbiamo persino auspicato, recensendo "Un inverno freddo freddo", che anche in Italia ci si diriga nella stessa direzione. Il punto e' un altro: troppo ottimismo fa male; appiccica come il miele; volendo esagerare, illude il pubblico cui si rivolge, non meno degli sguardi languidi dei Take that. Tanto piu' in un film duro, sentito e che tanto ci e' piaciuto come questo. Tanto piu' perche' all'improvviso subisce un clamoroso ribaltone, che e', paradossalmente, la sua parte piu' efficace. Adeguare il cinema alla realta' non vuol dire certamente sacrificare a tutti i costi il lieto fine. In un contesto cosi' miserabile (e cosi' teatrale), e' nevvero una bella cosa dare una boccata d'ossigeno e di speranza. Quello che non convince e' che tutto possa avvenire nel giro di ventiquattr'ore. Quello che convince ancor meno e' che avvenga ad una coppia di maschietti, oltretutto di famiglia non proprio illuminista. Non e' credibile, o e' da ascriversi tra i miracoli, che due liceali, da poco consapevoli della propria omosessualita', accettino se' stessi, si facciano benedire dalla propria famiglia e si svelino al mondo nel lasso di tempo che va dal tramonto all'alba. E' una bella favola trovare l'amore a quell'eta' e scoprire di avere una madre coraggiosa ed intelligente: una cosa veramente bella, ma non ci si deve dimenticare che e' pur sempre una favola.

Marco Medelin