BEATIFUL
THING Regia: Hettie Macdonald
Sceneggiatura: Jonathan Harvey
dal proprio omonimo testo teatrale
Fotografia: Chris Seager
Scenografia: Mark Stevenson
Costumi: Pam Tait
Montaggio: Don Fairservice
Musiche: John Altman
Prodotto da: Tony Garnett, Bill Shapter
(Gran Bretagna, 1996)
Durata: 100'
Distribuzione cinematografica: LUCKY RED
Distribuzione home video: LUCKY RED
PERSONAGGI E INTERPRETI
Sandra Gangel: Linda Henry
Jamie Gangel: Glenn Berry
Ste Pearce: Scott Neal
Leah: Tameka Empson
Tony: Ben Daniels
Ronnie Pearce: Garry Cooper
Trevor Pearce: Daniel Bowers

In
un condominio popolare di Thamesmead, durante una caldissima estate, si sovrappongono
storie di ordinaria insoddisfazione, tra il fracasso fumoso di litigate inconsistenti ed
il silenzio della violenza che invece lascia il segno.
Puo' succedere, quindi che un rapporto confuso tra due compagni di scuola possa
rinsaldarsi. Ma puo' succedere anche che quel sentimento vago si trasformi, lasciando il
posto a un amore non previsto e non facile da accettare. Specialmente se il padre di Ste
e' un alcolizzato dalla mano pesante, e se la madre di Jamie sembra una ragazzina che non
vuole crescere. Specialmente se Jamie non ha il padre e se Ste non ha la madre, e se tutti
e due hanno una vicina ficcanaso, volgarotta e linguacciuta, persa completamente dietro il
mito di Mama Cass, enorme cantante nera.
Situazione disperata che consiglierebbe la resa. Ma il cuore batte troppo forte per
poterlo nascondere sotto un paio di baffi e sotto l'illusione di una vita
"normale". Convinti da alcune settimane che l'amore non e' altro che la piu'
grande delle catastrofi, ci troviamo costretti ora ad ammettere che, dopo tutto, e' una
cosa bella, anzi, una bella cosa. Assunto di base dell'ultimo prodotto di quel filone
giovanile, leggero ma realistico, divertente e romantico, che si va imponendo un po'
ovunque, dagli Stati Uniti Indipendenti, all'Europa, fino alla Nuova Zelanda, nel quale
c'e' sempre e soprattutto spazio per i sentimenti positivi. E questa e' senz'altro una
bella cosa. Ed e' pure il risultato ovvio della giovane eta' dei suoi autori, magari
cinici e sporcaccioni, come nel caso estremo di "Clerks", oppure immersi in
realta' difficili, come nel film di Hettie Macdonald, ma sempre e comunque
pensatoripositivi. Non vorremmo con cio' che lo si considerasse un difetto, assolutamente
no. Dovendo scegliere tra "Beautiful thing" e "La notte " di
Michelangelo Antonioni (tanto per fare un esempio vicino e per farci amare da tutti), non
avremmo dubbi: perlomeno 'sti ragazzi parlano. Magari troppo, ma parlano. Il problema
insorgerebbe piuttosto allorche' ci si trovasse a dover paragonare questo film con gli
altri sopra raggruppati: alcuni molto "carini", altri non del tutto riusciti;
nessuno, forse, come questo, cosi' invischiato in periferia e cosi' problematico, almeno
in apparenza. Ma per il resto, tutti molto simili: un sapore piacevole, lo ripetiamo, che
si gusta nei momenti decisivi e che, se il film funziona, rimane dopo la fine.
Non
vogliamo che si cambi rotta, non possiamo volerlo, dato che abbiamo persino auspicato,
recensendo "Un inverno freddo freddo", che anche in Italia ci si diriga nella
stessa direzione. Il punto e' un altro: troppo ottimismo fa male; appiccica come il miele;
volendo esagerare, illude il pubblico cui si rivolge, non meno degli sguardi languidi dei
Take that. Tanto piu' in un film duro, sentito e che tanto ci e' piaciuto come questo.
Tanto piu' perche' all'improvviso subisce un clamoroso ribaltone, che e', paradossalmente,
la sua parte piu' efficace. Adeguare il cinema alla realta' non vuol dire certamente
sacrificare a tutti i costi il lieto fine. In un contesto cosi' miserabile (e cosi'
teatrale), e' nevvero una bella cosa dare una boccata d'ossigeno e di speranza. Quello che
non convince e' che tutto possa avvenire nel giro di ventiquattr'ore. Quello che convince
ancor meno e' che avvenga ad una coppia di maschietti, oltretutto di famiglia non proprio
illuminista. Non e' credibile, o e' da ascriversi tra i miracoli, che due liceali, da poco
consapevoli della propria omosessualita', accettino se' stessi, si facciano benedire dalla
propria famiglia e si svelino al mondo nel lasso di tempo che va dal tramonto all'alba. E'
una bella favola trovare l'amore a quell'eta' e scoprire di avere una madre coraggiosa ed
intelligente: una cosa veramente bella, ma non ci si deve dimenticare che e' pur sempre
una favola.