TESTIMONE
A RISCHIO
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Pasquale Pozzessere
Soggetto: Pietro Calderoni, Furio Scarpelli, Giacomo Scarpelli
Sceneggiatura: Pietro Calderoni, Furio Scarpelli,
Giacomo Scarpelli, Pasquale Pozzessere
Fotografia: Luca Bigazzi
Scenografia: Francesco Frigeri
Musica: Franco Piersanti
Montaggio: Carlo Valerio
Prodotto da: Pietro Valsecchi
(Italia,1997)
Durata: 105'
Distribuzione cinematografica: MEDUSA
Distribuzione home video: MEDUSA
PERSONAGGI E INTERPRETI
Piero Nava: Fabrizio Bentivoglio
Franca Nava: Margherita Buy
Ispettore: Claudio Amendola


Pietro Nava e' un cittadino italiano. Un uomo qualsiasi, con un
lavoro, una famiglia, degli amici. Progetta e vende serrature per porte blindate. Nel suo
campo e' un creativo. Tutto quello che fa lo fa con passione. E sono proprio la
creativita' e la passione degli abitanti della Campagna ad averlo indotto a trasferirsi
dal nord Italia al salernitano. Un giorno dell'agosto 1990, Nava sta attraversando la
Sicilia in macchina. Ha un appuntamento con un cliente di Agrigento. Durante il viaggio,
lungo una strada statale deserta, arsa dal sole cocente, il caso vuole che Nava si trovi a
testimoniare un'insolita scena: una macchina ferma sul ciglio della strada. Una moto da
cross dalla quale scendono due uomini armati di pistola. Una sagoma vestita di blu che
scappa in mezzo a un campo.
La prima reazione di Pietro Nava e' quella di informare la polizia. Un gesto spontaneo,
diretto, senza secondi fini; come aiutare un cieco ad attraversare la strada, come
soccorrere una donna anziana caduta a terra. Eppure, da quel giorno le vite di questo uomo
onesto e di tutti i componenti della sua famiglia, vengono brutalmente stravolte. Pietro
Nava e' l'unico testimone oculare dell'omicidio del giudice Livatino da parte della mafia.
Il primo "testimone volontario" nella lunga e sanguinosa lista di assassini di
stampo mafioso.
"Testimone A Rischio" di Pasquale Pozzessere racconta
questa storia drammatica fino al suo triste seppure inevitabile epilogo: un esilio
forzato, un cambio di identita', l'anonimato assoluto di un uomo a cui noi tutti dobbiamo
essere grati e il cui gesto tanto naturale quanto, paradossalmente eroico, deve essere
ricordato affinche' valga da esempio per ogni altro cittadino italiano.
Un film di grande moralita' dunque che quasi si affianca, sia per il tipo di operazione,
sia per qualita' formali a altri due bellissimi film italiani degli ultimi dieci anni:
"Porte Aperte" di Gianni Amelio e "Un Eroe Borghese" di Michele
Placido. Pasquale Pozzessere dirige con intelligenza e acume una storia la cui trappola
maggiore, quella della retorica dei buoni sentimenti viene abilmente evitata.
"Testimone A Rischio" e' un film di denuncia ed e' stato scritto e diretto in
questo spirito. Gli eventi principali descritti dal film sono realmente accaduti. Nava non
ha ricevuto minacce di morte, non vi sono stati agguati o sparatorie. Sono stati pochi i
momenti di grande suspence. Ed e' un merito di questo film l'essere riuscito a convogliare
al pubblico emozioni piu' profonde e vere di quanto potranno mai fare quel mare di film
sensazionalistici che sfruttano le cronache mafiose per fare spettacolo. Lo sgretolamento
di una vita tranquilla, la paura che s'insinua in un'esistenza libera, il rapporto tra un
uomo e una donna il cui ordine viene stravolto fino ad essere messo in discussione la'
dove vigeva l'armonia; sono questi i temi centrali trattati dal film.
Non mi aspettavo grandi cose da Pozzessere. Il suo ultimo film, "Padre e Figlio"
non mi aveva per nulla colpito e mi aveva indotto a pensare a lui come l'ennesimo
"autore" della nuova generazione di cineasti italiani incapaci di sacrificarsi
per un film, costantemente impegnati con se stessi e le loro idee autobiografiche senza il
supporto di una benche' minima conoscenza della complessa e indispensabile arte della
sceneggiatura. Ma "Testimone a Rischio" ha un'ottima sceneggiatura (tra le firme
quella di Furio Scarpelli) e questo, oltre a confermare l'importanza della scrittura
cinematografica, denota una significativa inversione di tendenza nel modo di concepire il
cinema di Pozzessere. Non indifferente, anzi direi essenziale, e' l'apporto di un
validissimo gruppo di attori capitanato da Fabrizio Bentivoglio che sempre piu' si
conferma attore di altissimo livello, capace di scegliersi dei ruoli importanti la cui
impronta rimarra' nel tempo.