Tempi Moderni

I film del 1997


LEZIONI DI TANGO
(THE TANGO LESSON)

CAST TECNICO ARTISTICO

Soggetto, Sceneggiatura e Regia: Sally Potter
Fotografia: Robby Muller
Scenografia: Carlos Conti
Costumi: Paul Minter
Coreografia: Pablo Veron
Montaggio: Hervè Schneid
Suono: Jean Paul Mugel
Montaggio del suono: Gérard Hardy
Durata: 102'
(GB, 1997)
Distribuzione cinematografica: CECCHI GORI GROUP
Distribuzione home video: MONDADORI

PERSONAGGI E INTERPRETI

Sally Potter: Sally
Pablo Veron: Pablo
Carolina Iotti: la partner di Pablo
Gustavo Naveira: Gustavo
Fabian Salas: Fabian
Carlos Copello: Carlos
Olga Besio: Olga
Alicia Monti: la partner di Carlos
David Toole: lo stilista
Morgane Maugran: la modella rossa
Geraldine Maillet: la modella gialla
Katarina Mechera: la modella blu

 

Film cupi, tristi. Tentativi di realizzare analisi approfondite e che, anche se alcuni nascono da nobili idee, spesso addirittura dopo pochi minuti si rivelano vacui, senza quello spessore che li dovrebbe caratterizzare. Poi arriva "Tango Lesson", arriva Sally Potter con una ventata di passione e inventiva, con una semplice, coinvolgente, calda e tenera storia d'amore. E' il tango e l'anima del ballerino che dentro di sé sente l'istinto irrefrenabile di "parlare" attraverso di esso. Sally, la nostra protagonista, è una regista di cinema. Un giorno, passando per un locale, viene rapita da una performance di due ballerini che di fronte ad un folto pubblico danzano al ritmo di un tango sfrenato. Affascinata chiede alla fine dello spettacolo al virtuoso ballerino Pablo lezioni di danza. E' la nascita e la riscoperta dentro di sé di ritmi che trasformeranno Sally e la inizieranno ad un viaggio che, una volta intrapreso, non le consentirà più di tornare indietro. Persino il proprio amato lavoro di sceneggiatrice e regista adesso la interessano meno, il tango è l'unica cosa che a questo punto ha un significato profondo giungendo infine per convincere Pablo, lasciatosi con la ballerina di sempre, che potrebbe essere lei la sua nuova compagna sul palcoscenico e, perché no, anche nella vita. Con "Lezioni di Tango" la Potter ci regala due ore di autentiche performance di danza. Una danza del corpo, una danza dell'anima, un tacito colloquio attraverso le energie della natura per raggiungere un più elevato livello di interazione e dialogo. La musica è passionale e irruente, il tango è forse l'espressione massima del corpo e dei sentimenti, un contiuno accettarsi e negarsi. La Potter è riuscita a enfatizzare la carica di una danza che nel racconto assume un significato profondo, ammaliante e conturbante. Una scelta di stile curiosa e senz'altro riuscita è quella di staccare l'intera realtà così come ci viene presentata in bianco e nero contrapponendola ai colori delle fantasie di Sally che solo quando lavora alle sue sceneggiature ha delle "impressioni di colore" che separano ancor più nettamente realtà da fantasia. Omaggi al cinema del passato con richiami nelle coreografie a film celebri come "Top Hat" o "Singin' in the Rain" fra cui due assolutamente memorabili. Nella prima Pablo danza all'interno di una cucina, felice che Sally le abbia chiesto di essere la sua compagna sul palcoscenico, scatenandosi in una performance dove il ballo e il ritmo sono un tutt'uno con la preparazione della cena. Nella seconda Sally si lascia andare ad una danza complessa quanto liberatoria quando assieme a Pablo e altri due amici tutti assieme danzano un tango a quattro. Rimane addirittura il tempo per una piccola quanto efficace riflessione sul dinamismo rampante quanto castrante dei produttori hollywoodiani, molti dei quali da tempo immemorabile non più in grado di accettare i soggetti e le sceneggiature così come nascono dalla penna dell'artista. La regista riesce per naturalezza e piena padronanza di mezzi ad esprimersi attraverso un racconto composto ad anelli. Ciascun episodio del film è staccato, e unito, al precedente da una scritta che didascalicamente ci ricorda a che numero di lezione la protagonista è arrivata (dodici in totale) giungendo dopo lungo peregrinare a dichiararsi apertamente a Pablo. I dubbi dell'uomo sono molti, le incertezze quelle di sempre: da dove vengo, dove sto andando, temo di sparire nel nulla. Ballare perché si ama o amare perché si balla poco importa quando c'è la consapevolezza che è il tango ad averti scelto e non il contrario. A Pablo e a Sally non resta che accettarsi reciprocamente e profondamente, celebrando e sublimando con un tango notturno la simbiosi di due anime unite dalla musica e dalla danza per la vita.

Claudio Pofi

Intervista a Sally Potter, regista e interprete di "Lezioni di tango"