Tempi Moderni

I film del 1997


SHE'S SO LOVELY - COSI' CARINA
(SHE'S SO LOVELY)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Nick Cassavettes
Sceneggiatura: John Cassavettes
Fotografia: Thierry Arbogast
Musica: Joseph Vitarelli
Montaggio: Petra Von Oelffen
Prodotto da: Sean Penn, John Travolta, Gerard Depardieu
(USA, FRANCIA, 1997)
Durata: 100 '
Distribuzione cinematografica: MEDUSA
Distribuzione home video: MEDUSA HOME VIDEO

PERSONAGGI E INTERPRETI

Eddie: Sean Penn
Maureen: Robin Wright
Joey: John Travolta
Shorty: Harry Dean Stanton
Miss Green: Gena Rowlands
Kiefer: James Gandolfini

she1.jpg (12007 bytes)Da una sceneggiatura scritta venti anni fa dal compianto John Cassavettes arriva sugli schermi la seconda prova dietro la macchina da presa del figlio Nick dopo "Unhook The Stars" della scorsa stagione americana. Nel buio della sala assistiamo alle vicende che vedono coinvolti Eddie e Maureen, una coppia felicemente sposata che passa le giornate allo sbando. Lui è un perdente con diversi problemi di squilibrio mentale in grado di renderlo spesso e volentieri pericoloso. Il sospetto di un atto di violenza subìto dalla moglie manda fuori di sé Eddie che spara ad un individuo finendo successivamente rinchiuso per dieci anni in un istituto di igiene mentale. Nel frattempo Maureen si è ricostruita una vita risposandosi con il ricco Joey, vive in una splendida casa e ha tre bambine una delle quali è la figlia di Eddie. L'ex-marito, riacquistata la libertà, decide di incontrarsi con Joey il quale tenterà in tutti i modi di allontanarlo dalla propria famiglia.
Il film è suddiviso in due parti: nella prima assistiamo alla vita di Eddie e Maureen mentre nella seconda viene lasciato spazio alla donna in coppia con Joey per chiudere con il confronto finale. Particolarmente ispirata la prima dove il flusso della recitazione di Penn e della Wright affiancati da un valido quanto redivivo Harry Dean Stanton sono abbastanza forti da rendere pienamente il senso melò. L'attrice Robin Wright fa concorrenza al ruolo che fu di Mickey Rourke in "Barfly" sulla vita di Bukovski mentre la sceneggiatura e il regista gli dedicano una attenzione particolare. Sean Penn regala un'accorata quanto sprecata prova recitativa e sono almeno tre i momenti in cui l'ispirazione e la carica emotiva sono così grandi da rendere quasi impossibile credere che il bravo attore si trovasse di fronte alla macchina da presa.she2.jpg (15762 bytes) Una prima imperdibile sequenza lo vede coinvolto con l'amata moglie in una conversazione a letto dove sdraiandosi accanto a lei trasmette con un solo sguardo e senza emettere parola tutta la paura e l'amore che lo legano alla propria amata. Poi c'è l'incontro tra lui e la moglie una volta rinchiuso nell'ospedale subito dopo la cattura dove straparlando enuncia frasi insensate con una violenza recitativa magistrale. L'ultima vede sempre Penn al colloquio finale con la propria esaminatrice prima della scarcerazione dove troviamo l'indimenticata Gena Rowlands in un ruolo cameo. Poche parole, un discorso a due che si consuma in alcuni brevi minuti dove l'attore assume una espressione così triste e affranta di rara e struggente portata emozionale. Tanto basta per capire come sia stata possibile l'assegnazione della palma d'oro all'ultimo festival di Cannes per la migliore interpretazione. Lo sconforto durante la visione cala invece inesorabile a metà film proseguendo nella parte finale dove le situazioni e la struttura degli eventi non convincono nè tantomeno giustificano in alcun modo le scelte di vita di Maureen. Quando il marito Joey le chiede se ama lui o ancora Eddie si sente rispondere "Te sicuramente, cioè no lui, no scusa amo te ma in realtà amo di più lui". Se le cose stanno veramente così allora perché passare dieci anni (!) della propria vita con una persona con cui si sente di avere avuto sempre dei profondi dubbi finendo addirittura per farci due figli ? Un escamotage un pò troppo leggero e non convincente che fa scoppiare tutto il coinvolgimento dello spettatore raggiunto sino a quel momento come una bolla di sapone. Un po' troppo scolastica poi la scelta scenografica del gioco della pioggia continua per la prima parte e del perenne sole nella seconda usati per enfatizzare ancor di più il passaggio dalla tragedia ad un periodo migliore nella vita di Maureen. Nick Cassavettes dimostra nell'insieme un'eredità cinematografica di rispetto con una certa arte nel manipolare la luce quanto nel dipingere i giochi di ripresa al ralenti così come nella scelta oculata delle inquadrature. Nulla di tutto questo è però in grado di reggere lo sconquasso in cui ci si ritrova alla fine del racconto vinti e non convinti di una indolore risoluzione nella storia troppo rapida e niente affatto credibile.

Claudio Pofi