SCREAM CAST
TECNICO ARTISTICO
Regia: Wes Craven
Sceneggiatura: Kevin Williamson
Fotografia: Mark Irwin
Prodotto da: Cary Woods, Cathy Konrad
(USA, 1996)
Durata: 110 '
Distribuzione cinematografica: CECCHI GORI GROUP
Distribuzione home video: CECCHI GORI HOME VIDEO
PERSONAGGI E INTERPRETI
Dewey Riley: David Arquette
Casey Baker: Drew Barrymore
Sidney Prescott: Neve Campbell
Gale Weathers: Courteney Cox


Sidney Prescott si trova a dover affrontare qualcosa che supera le comuni paure
esistenzali delle adolescenti: sua madre, infatti, è stata brutalmente uccisa l'anno
prima, il padre è eternamente fuori per lavoro ed il suo ragazzo la sta spingendo ad
andare via di casa.
Come se non bastasse, un astuto serial killer ha iniziato a seminare il terrore,
trucidando la sua compagna di liceo Casey Baker ed il di lei boy friend: servendosi della
propria passione per il cinema, il geniale assassino gioca con le vittime, svia la polizia
e depista gli inseguitori, ma non la farà franca...
Dopo
un lungo periodo di appannamento, Wes Craven torna con "Scream" ai suoi livelli
migliori, proponendo - sulla scorta di una eccellente sceneggiatura del giovane Kevin
Williamson - una sorta di thriller iperbolico e survoltato dove la cinefilia uccide: nella
fattispecie, un gruppo di giovanissimi colpevoli di non saperla adoperare per difendersi
(l'incipit del quiz telefonico, geniale per struttura e tempi narrativi), pedissequi
citazionisti capaci solo di ricordare scene a memoria ma non di trarne giovamento (la
sequenza del massacro finale al party, inframezzata dalle immagini di
"Halloween").
Craven ritrae i teen-agers di fine millennio come sciocchi, fatui, talvolta crudeli e
magari omicidi: è per questo, forse, che li condanna a morte mescolando sangue e
sogghigni, incubo ed ironia.
Forte di una tensione che non conosce cali - la prima, tesissima mezz'ora è paragonabile
forse soltanto al formidabile primo tempo di "Quando chiama uno sconosciuto"
(1979) di Fred Walton -, "Scream" è uno scosceso e disturbante gioco
dell'oca orrorifico capace di farsi riflessione metacinematografica sul terrore ed i suoi
meccanismi; forse l'opera in assoluto più convincente del regista di Cleveland,
certamente il miglior film di questo deprimente inizio di stagione.