Tempi Moderni

I film del 1997


IL SAPORE DELLA CILIEGIA

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia, soggetto e sceneggiatura: Abbas Kiarostami
Fotografia: Homayoon Payvar
Scenografia: Hassan Yekta Panah
Suono: Jahangir Mirshekari
(IRAN, 1997)
Durata: 98'
Distribuzione cinematografica: BIM
Distribuzione home video: MONDADORI

PERSONAGGI E INTERPRETI

Badii: Homayoon Ershadi
L'addetto al museo: Abdol-Hossein Bagheril
Il soldato: Safar-Ali Moradi
Lo studente di teologia: Seyyed-Hossein Noori

gusto.jpg (13058 bytes)Un uomo sui cinquant'anni, il signor Badii, attraversa un paesaggio di colline terrose al volante d'una Range Rover bianca: ha deciso di uccidersi, necessita di qualcuno che ricopra il suo corpo di terra dopo la morte, offre in cambio un ricco compenso.
Nel corso della ricerca, si imbatte in varie persone che reagiscono in modo diversi: un giovane soldato curdo si spaventa e fugge; un seminarista afgano tenta di dissuaderlo; alla fine, accetta di aiutarlo un anziano impiegato al Museo di Storia Naturale, non prima però di avergli ricordato la bellezza della vita che ha deciso di lasciare.
L'appuntamento è per la mattina dopo, e Badii si reca al posto prescelto...
A questo punto, la storia si interrompe per mostrare Kiarostami all'alba con la sua troupe sul luogo dell'azione, mentre si appresta a girare: il tenue legame che separa finzione e realtà nell'opera del cineasta iraniano viene ancora una volta infranto, oltre il cinema c'è il mondo, l'azzurro del cielo, la bellezza di una giornata di primavera.
Con questo magistrale cambio di passo si conclude "Il gusto della cilegia", pellicola dove il magistero del regista di "Attraverso gli ulivi" (1994) vieppiù si staglia con abbacinante nitidezza: su una storia esilissima, quasi di docufiction, egli torna sul tema del viaggio dove "non è importante la meta che si vuole raggiungere, ma il percorso che si deve compiere".
Non sapremo come quello del protagonista si conclude, neanche le motivazioni che lo guidavano: in un prefinale di straordinario lirismo, lo lasciamo con la propria disperazione alle luci dell'alba, sospeso tra l'essere ed il non essere, rumore di lampi, la paura di continuare ad esistere e l'angoscia del buio assoluto. Il suo dolore, forse il dolore di tutti.

Francesco Troiano