RIDICULE CAST
TECNICO ARTISTICO
Regia: Patrice Leconte
Soggetto: Remi Waterhouse, Michel Fessler e Eric Vicaut
Sceneggiatura: Remi Waterhouse
Fotografia: Thierry Arbogast
Scenografia: Ivan Maussion
Costumi: Christian Gasc
Montaggio: Joelle Hache
Musiche: Antoine Duhamel
Prodotto da: Gilles Legrand, Frèdèric Brillion, Philippe Carcassonne
(Francia, 1996)
Durata: 102'
Distribuzione cinematografica: CECCHI GORI GROUP
Distribuzione home video: CECCHI GORI HOME VIDEO
PERSONAGGI E INTERPRETI
Ponceludon de Malavoy: Charles Berling
Marchese de Bellegarde: Jean Rochefort
Madame de Blayac: Fanny Ardant
Mathilde de Bellegarde: Judith Godreche
Abate de Vilecourt: Bernard Giraudeau
Monsieur de Montalieri: Bernard Dèran

Versailles
nel 1780, prima della rivoluzione. Un giovane di provincia, Ponceludon de Malavoy, arriva
alla corte per ottenere finanziamenti ad un suo progetto di risanamento delle paludi della
Dombes, vicino Lione, e tentare così di porre freno alle malattie e alle morti che
gravano sugli abitanti di quei territori.
Ridicolizzato sulle prime per la sua goffa aria da provinciale, Ponceludon viene preso
sotto la protezione del marchese de Bellegarde. Da questo messo in guardia sulla
corruzione della corte e istruito sui modi con cui impressionarla, Ponceludon diventa
presto un vero maestro nell'arte del "bel esprit", il motteggio continuo e
raffinato che regnava su tutto a corte, strumento che sfruttato con abilità metteva in
buona luce persino con il re.
Quattordicesimo film di Patrice Leconte
("L'insolito caso di Mr. Hire", "Il marito della parrucchiera",
"Il profumo di Yvonne" e pochi altri sono arrivati in Italia), nominato
all'Oscar come miglior film straniero, "Ridicule" appartiene alla vasta schiera
dei film in costume tanto elaborati nella cura scenografica quanto, spesso, poco
"eleganti" se non un pochino rozzi nella visione delle cose che ci propongono.
Il dilemma del film, d'altronde, risiede proprio nella continua bivalenza e nello scarto
tra ciò che viene mostrato e quello che a un altro livello il film sembra effettivamente
dire: così facile e sicuramente poco raffinato E' il confronto che si fa tra la
artificiosità della vita di corte e la naturalità più pura dei dintorni di casa
Bellegarde, e altrettanto si può dire mettendo in parallelo quello che poteva essere un
esempio di divertito cinema della crudeltà (del motto di spirito) e della superficie
(massimamente seduttrice) con quello che si rivela solo l'intento moralistico di
condannare quella insopportabile società e di fare l'elogio dei cari vecchi buoni valori.
Restano le ottime interpretazioni di tutto il cast, con i ruoli più "neri" in
maggiore evidenza, quindi e soprattutto la splendida e oltraggiosa Fanny Ardant.