Tempi Moderni

I film del 1997


UN GIORNO DA RICORDARE
(TWO BITS)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: James Foley
Sceneggiatura: Joseph Stefano
Fotografia: Juan Ruiz Anchia
Scenografia: Jane Musky
Musica: Carter Burwell
Montaggio: Howard Smith
Prodotto da: Arthur Cohn, Joseph Stefano
(USA, 1995)
Durata: 95'
Distribuzione cinematografica: CECCHI GORI GROUP
Distribuzione home video: CECCHI GORI HOME VIDEO

PERSONAGGI E INTERPRETI

Nonno: Al Pacino
Luisa: Mary Elizabeth Mastrantonio 
Gennaro: Gerlando Barone
Tullio: Patrick Borriello
Dottor Bruna: Andy Romano
Mrs. Bruna: Donna Mitchell
Mrs. Conte: Rosemary De Angelis
Voce narrante (versione originale): Alec Baldwin

 

ricord1.jpg (12013 bytes)L'America della grande depressione vista attraverso gli occhi di un bambino, durante un giorno qualsiasi di un'estate afosa. La saggezza del nonno, immigrato italiano che dichiara continuamente di essere in punto di morte (magnifica interpretazione di Al Pacino), fa da contrappunto agli avvenimenti spesso incomprensibili e drammatici cui il giovane assiste. Uscito con due anni di ritardo, probabilmente sull'onda dei recenti successi di Al Pacino, il film vede riunita la coppia Foley-Pacino che, nel memorabile "Americani", aveva fornito prova di grande affiatamento. "Un giorno da ricordare" è costruito intorno alla sceneggiatura del produttore Joseph Stefano, intrisa di delicatezza minimalista e suggestioni cinefile. La regia di James Foley, sobria ed elegante, non riesce ad evitare alcune lentezze nello svolgimento che finiscono col compromettere la forza emotiva dell'impatto sullo spettatore. Punto di forza del film sono gli improvvisi e spontanei moti di nostalgica tenerezza, la sincera partecipazione nel raccontare avvenimenti in apparenza banali, che diventano inspiegabili e meravigliosi una volta filtrati attraverso lo sguardo innocente e inconsapevole del bambino. Alcuni siparietti, fra il drammatico e il surreale grottesco, restano fastidiosamente isolati dal contesto narrativo, fornendo un ridondante tocco di "colore" fine a se stesso (come l'episodio della scazzottata durante il funerale-matrimonio o quello, di sapore "lynchiano", del suicidio della moglie del dottore pedofilo). Alla fine è l'amore per il cinema a prevalere su tutto, con una bellissima sequenza finale che chiude idealmente il cerchio narrativo aperto dagli stravaganti titoli di testa. "Una giornata da ricordare" non è un film totalmente riuscito, ciononostante di grande importanza perché insegna che il cinema si può (si deve) amare anche quando non si ha nulla nella vita e l'immaginazione unita al desiderio rimane il bene più prezioso.

Luigi De Angelis