RELIC CAST
TECNICO ARTISTICO
Regia e fotografia: Peter Hyams
Sceneggiatura: Amy Jones e John Raffo,
sulla scorta dell'omonimo romanzo di Douglas Preston e Lincoln Child,
edito in Italia da Sonzogno
Scenografia: Philip Harrison
Costumi: Dan Lester
Montaggio: Steven Kemper
Musica: John Debney
La creatura è stata realizzata da Stan Winston
Prodotto da: Gale Ann Hur, Sam Mercer
(Usa, 1997)
Durata: 110 '
Distribuzione cinematografica: CECCHI GORI GROUP
Distribuzione home video: CECCHI GORI HOME VIDEO
PERSONAGGI E INTERPRETI
Margo Green: Penelope Ann Miller
Vincent D'Agosta: Tom Sizemore
Ann Cuthbert: Linda Hunt
Albert Frock: James Whitmore
Hollingsworth: Clayton Rohner
Greg Lee: Chi Muoi Lo

Al
Museo di Storia Naturale di New York è la vigilia dell'inaugurazione di una grande mostra
a tema sulla superstizione, che tutti attendono come l'evento culturale e sociale
dell'anno.
Le polverose gallerie ed i tetri corridoi echeggiano delle voci dei tanti studenti e
turisti in visita: ma qualcos'altro si aggira per le ampie sale. Vengono infatti ritrovati
alcuni cadaveri selvaggiamente dilaniati, squartati; e le autopsie indicano con certezza
che la forza e la ferocia del killer non possono appartenere ad una creatura della razza
umana. Nonostante il terrore cominci a serpeggiare fra lo staff ed il personale, i
responsabili dell'organizzazione decidono di non sospendere le cose: ormai è troppo
tardi, lo spettacolo deve andare in scena...
Avrete
capito che in "Relic" ( tratto da un romanzo che funzionava assai meglio,
come spesso capita con la pagina scritta ) c'erano tutte le premesse per un buona
pellicola fantathriller, magari non particolarmente rilucente per originalità: purtroppo,
l'anodina regia di Peter Hyams e la prestazione sindacale degli attori contribuiscono a
fare del film un totale fallimento.
Sorta di "Alien" in skai o di "Jurassic Park" in brossura,
"Relic" risulta squilibrato da un tempo d'attesa troppo lungo, che diluisce la
suspense ed infine mal compensa le attese con una rutilante e baracconesca ecatombe dove
molto si rimpiange lo stile, la misura, le desaturate cromie ed il ghignante humour del
recente "Mars attacks!"