Tempi Moderni

I film del 1997


REGENERATION

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Gillies MacKinnon
Sceneggiatura: Pat Barker e Allan Scott
Fotografia: Glen MacPherson
Musica: Michael Danna
(INGHILTERRA, CANADA, 1997)
Durata: 105 '
Prodotto da: Norstar, BBC, Rafford Films
Distribuzione cinematografica: IIF
Distribuzione homevideo: COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO

PERSONAGGI E INTERPRETI

William Rivers: Jonathan Pryce
Siegfried Sassoon: James Wilby
Wilfried Owen: Stuart Bunce
Billy Prior: Johnny Lee Miller

Nell'ospedale militare di Craiglockart in Scozia durante la prima grande guerra il dott. William Rivers si occupa di malati di mente. Attraverso le testimonianze dei pazienti si alternano sequenze di immani tragedie consumate nella balucinante luce che accompagna l'esplosione dei colpi di artiglieria nelle trincee. Tra gli ospiti della clinica c'è anche l'indomito ufficiale nonché poeta Siegfrid Sassoon la cui "malattia" non è altro che il desiderio, pericolosamente reso pubblico, della fine delle ostilità. Per lui notorietà letteraria ed eroismo in battaglia hanno avuto la meglio sul plotone di esecuzione. Mentre il dottor Rivers prova a convincere Sassoon dei propri errori, nell'ospedale i malati trincerati dietro i propri traumi cercano di tornare alla vita. Il regista con un profondo senso drammaturgico e un istinto teatrale tipicamente inglese porta sullo schermo una storia antimilitarista sotto questo aspetto non meno importante del più famoso "Orizzonti di Gloria" di Kubrick. Profonde e anticonvenzionali riflessioni sulla vita e la morte, immagini che calano la platea negli inferi delle trincee dove nulla ha più una ragione, dove il senso di oppressione che assale chi ricorda è rotto solo a tratti dall'amore per la poesia. La luce e i colori acuiscono ancor più le emozioni anche se la scelta di austeri movimenti di macchina e montaggio finiscono per irrigidire troppo la narrazione. La sceneggiatura ha una solida base corroborata da una presenza scenica non indifferente di tutti i personaggi fra cui spicca un intenso Jonathan Pryce. Ispirato è il suo ruolo di medico sull'orlo di una crisi di nervi, non più in grado di guardare la guerra allo stesso modo una volta assimilate le orrorifiche esperienze dei pazienti. Approfondendo il tema dell'ineluttabilità della morte il regista MacKinnon strizza l'occhio a Freud bilanciando la tragedia umana con la delicatezza della letteratura pacifista, in un personale ritratto della prima grande sconfitta dell'uomo su se stesso di cui questo secolo è stato testimone.

Claudio Pofi