Tempi Moderni

I film del 1997


CON RABBIA E CON AMORE

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Alfredo Angeli
Soggetto: Luisa Montagnana
Sceneggiatura: Luisa Montagnana, Alfredo Angeli, Christian Angeli
Fotografia: Roberto Benvenuti
Scenografia: Paola Riviello
Costumi: Elisabetta Montaldo
Montaggio: Alberto Lardani
Musiche: Ennio Morricone
Prodotto da: Olga Alimento per la TVMA e Associati
(Italia, 1995)
Durata: 94'
Distribuzione cinematografica: U.I.P.
Distribuzione home video: COLUMBIA

PERSONAGGI E INTERPRETI

Claudio: Francesco Bonelli
Francesca: Raffaella Formicola
Michela: Claudia Alessandra Marcello
Piero: Massimo Dapporto
Sonia: Giuliana De Sio
Sandra: Angela Finocchiaro
Nonno Leone: Gabriele Ferzetti
Gigi: Jean Pierre Cassel

rabbia2.jpg (14972 bytes)Claudio e Francesca si incontrano a una fermata di autobus. Lui è un po' picchiato, lei tutta minuta e gentile. Si conoscono in una lunga passeggiata, e forse si innamorano l'uno dell'altra. Ma sulla loro fresca ingenuità incombe un'ombra nera: durante uno scontro a fuoco a seguito di una rapina, Francesca viene colpita da un proiettile vagante. Cadrà in coma; seguiranno gli amorevoli tentativi di Claudio e famiglia per farla risvegliare.
Ritorno al lungometraggio di fiction di Alfredo Angeli (già regista di pubblicità sociale) dopo più di vent'anni ("Languidi baci, perfide carezze" è del 1976), quest'ultimo è un film leggermente sognante pur se abbandonato ai temi più costrittivi dell'impegno secondo il vangelo dell'aria del tempo: confronto generazionale tra padri ex sessantottini e giovanotti confusi. Astratto dalle sue riflessioni seriose e forse ridicole, il film ha però dalla sua una leggerezza sconosciuta dovuta probabilmente ai suoi personaggi costruiti con l'immediatezza caratteristica della pubblicità che, oltre a dargli una dimensione troppo fragile (o forse proprio per questo), specialmente grazie ai più giovani interpreti - tra i quali notare che le due ragazze, entrambe molto carine, non hanno nessun'altra esperienza alle spalle - , li rende capaci di ricordarci, con incredibile facilità, qualsiasi ragazzo o ragazza incontriamo per la strada o, meglio, guardiamo per un istante attraverso il vetro dell'autobus attratti da qualcosa e poi immediatamente distolti. rabbia.jpg (14765 bytes)Leggerezza dovuta probabilmente anche alla ingenuità di fondo del film, a volte smaccatamente esibita, - e questa veramente inattuale - che lo potrebbe far somigliare, nonostante certe pensosità, credo, soltanto a quei vecchi film con Gianni Morandi e Laura Efrikian. Insomma, l'impressione è che se da una parte il film si carica dell'obbligo di un senso fin troppo gravoso, dall'altra, senza nessuna teoricità, tenda quasi ad azzerarlo a favore della più immediata e sognante delle tranches de vie. Esemplare in questo senso la passeggiata dei due protagonisti ad inizio film: in poche inquadrature si compone una Roma immaginaria nella quale senza autobus o metro si cammina con grande disinvoltura e pari svagatezza saltando dal centro storico sino all'estrema periferia. Forse non sarà memorabile, ma è comunque abbastanza per ricordarci quanto il ridicolo sia spesso vicino al sublime o, più cristianamente, alla grazia, magari solo per un attimo, e per farci sperare di poter intravedere qualcosa di più insolito e coraggioso nelle immagini del soffocante cinema italiano attuale.

Alfonso Iuliano