Tempi Moderni

I film del 1997


IL QUINTO ELEMENTO
(THE FIFTH ELEMENT)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia e soggetto: Luc Besson
Sceneggiatura: Luc Besson, Robert Kamen
Fotografia: Thierry Arbogast
Scenografia: Dan Weil
Costumi: Jean-Paul Gaultier
Supervisore agli effetti speciali visivi: Mark Stetson
Musica: Eric Serra
Prodotto da: Patrice Ledoux per Gaumont
(FRANCIA, 1997)
Durata: 127'
Distribuzione cinematografica: FILMAURO
Distribuzione home video: BMG/FILMAURO

PERSONAGGI E INTERPRETI

Korben Dallas: Bruce Willis
Zorg: Gary Oldman
Leeloo: Milla Jovovich
Cornelius: Ian Holm
Ruby Rhod: Chris Tucker
Billy: Luke Perry
General Munro: Brion James
President Lindberg: Tiny Lister Jr.
Fog: Lee Evans

 

quinto1.jpg (14905 bytes)Nel 2259 il Male Supremo, sotto forma di un misterioso ed oscuro pianeta magmatico, è diretto verso la Terra e minaccia di distruggerla.
L'unica arma atta alla difesa - il cui segreto è stato custodito per secoli da sacerdoti egizi istruiti dagli alieni Mondoshawan - è costituita dal Quinto Elemento, incarnatosi in una bellissima ragazza di nome Leeloo, la quale viene ricreata con la clonazione dagli scienziati terrestri in un avveniristico laboratorio.
Ma il perfido Zorg ed i facinorosi Mangalore, con differenti motivazioni, hanno interesse a recuperare le pietre sacre dei quattro elementi primari, indispensabili alla fanciulla per vincere la battaglia: il maggiore Korben riceve l'incarico di contrastare le loro mire, e l'impresa si rivela assai difficile...
"1/3 di Brazil, 1/3 di Guerre Stellari e 1/3 di Tati": questa la miscela costitutiva de "Il quinto elemento" nelle intenzioni di Luc Besson, cineasta talentoso e discontinuo postosi al timone di un'impresa multimiliardaria potenzialmente capace di rivaleggiare ad armi pari con i kolossal americani sul loro stesso terreno, la saga avveniristico-avventurosa.
I modelli di riferimento, ci sembra, restano un po' lontani, ma il film non merita certo il linciaggio critico riservatogli in occasione della "prima" cannense: se le atmosfere ed i temi sanno infatti di deja vu, inedito o comunque piacevole è il tono divertito e fumettistico impresso alla narrazione (grazie pure al sostegno di un gruppo di attori che s'adeguano assai bene alla bisogna, in testa un Bruce Willis platinato ed un sornione Ian Holm), ben supportata dalle scenografie di Weil (ma c'è anche la mano del grande Moebius) e dai costumi di Gaultier.
Lo scioglimento, infine, può parere banale o inficiata dal sentimentalismo: ma, nel raccontare per l'ennesima volta la storia di un duro apprendistato muliebre all'inumanità dell'esistenza (come per Nikita, come per la Mathilde di "Léon"), Besson trova accenti commossi e partecipati che ci pare coinvolgano la platea senza il ricatto dell'esazione della lacrima o la caduta nella ruffianeria moralistica.

Francesco Troiano