POTER
ASSOLUTO
(ABSOLUTE POWER) CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Clint Eastwood
Sceneggiatura: William Goldman,
tratta dall'omonimo romanzo di David Baldacci Ford
Fotografia: Jack N. Green
Scenografia: Henry Bumstead
Montaggio: Joel Cox
Musica: Lenny Niehaus
Il "Kate's theme" è composto da Clint Eastwood
Prodotto da: Clint Eastwood, Karen Spiegel
(USA, 1997)
Durata: 121'
Distribuzione cinematografica: MEDUSA
Distribuzione home video: MEDUSA
PERSONAGGI E INTERPRETI
Luther Whitney: Clint Eastwood
Presidente Richmond: Gene Hackman
Seth Frank: Ed Harris
Kate Whitney: Laura Linney
Bill Burton: Scott Glenn
Tim Collin: Dennis Haysbert
Gloria Russell: Judy Davis
Walter Sullivan: E. G. Marshall
Christy Sullivan: Melora Hardin


Clint
Eastwood continua a stupire gran parte della critica nostrana ma non il sottoscritto
(perdonate l'immodestia) che lo considera da oltre un decennio il miglior regista
americano vivente, con buona pace di colleghi più blasonati che, dopo avere commesso
gaffes imperdonabili sottovalutandolo, debbono ora continuare a mantenere la loro
posizione, anche a costo di essere contraddetti dai fatti. Perché lo considero il
migliore regista americano? Primo: perché Clint è uno dei pochi autori americani capace
di raccontare la vera America (non quella di New York o Los Angeles) e di tratteggiare
personaggi autentici. Secondo: perché nella migliore tradizione hollywoodiana sa
conciliare un cinema d'intrattenimento con la profondità di situazioni e personaggi.
Terzo: perché a dispetto di tanti virtuosi della macchina da presa o concettuosi
"autori" europei Clint contrappone un cinema semplice ed immediato (cosa c'è di
più difficile se non realizzare un film semplice?!) in cui la macchina da presa assume un
ruolo di specchio riflettente e non distraente. Non è un caso che Eastwood consideri suoi
maestri registi come John Ford, Howard Hawks e Anthony Mann, autori caratterizzati dalla
comune capacità di creare situazioni drammaturgiche potenti senza dovere ricorrere a
trucchetti. Quarto: per la sua incredibile capacità di passare da un genere all'altro
cogliendone appieno gli elementi essenziali. Dal western (tra i tanti ci piace ricordare
"Il cavaliere pallido" e "Gli Spietati") al poliziesco (tutta la serie
dedicata a Callaghan ma anche "Un mondo perfetto"), passando per il comico
("Bronco Billy"), il melò ("I ponti di Madison County") ed il musical
("Honky Tonk Man", "Bird"), Clint ha rivisitato con le sue opere tutta
la storia del cinema americano, con discrezione e competenza, tratteggiando figure
memorabili di uomini perdenti e melanconici.
Adesso
con "Potere assoluto" Eastwood si cimenta ancora una volta, dopo il suo film
d'esordio "Brivido nella notte", con il thriller . Il film, tratto dall'omonimo
romanzo di David Baldacci Ford, è incentrato sulla figura di Luther Whitney, un vecchio
ladro romantico e demodé interpretato dallo stesso Eastwood, che durante un furto assiste
suo malgrado a un omicidio. Il problema per lui è che l'assassino è nientemeno che il
Presidente degli Stati Uniti (Gene Hackman). Si innesca così un meccanismo hitchcockiano
che vede il vecchio Luther (altro indimenticabile personaggio eastwoodiano sulla via del
crepuscolo) braccato contemporaneamente dall'FBI, dalla polizia che lo ritiene
l'assassino, e da un killer assoldato dal marito della vittima, il potente senatore Walter
Sullivan (bentornato all'87enne E. G. Marshall). Su questa complessa tela, sceneggiata
dallo scrittore William Goldman (quello de "Il maratoneta"), Eastwood costruisce
un film formidabile per almeno due terzi: attori fantastici, battute memorabili in vero
stile "hard boiled", messa in scena perfetta, suspense elettrizzante. Peccato
che il film sia compromesso da un terzo atto troppo frettoloso che pregiudica la
valutazione complessiva, molto vicina fino a 30 minuti dal termine, al capolavoro di
genere.