Tempi Moderni

I film del 1997


PORZUS

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Renzo Martinelli
Sceneggiatura: Renzo Martinitelli, Furio Scarpelli
Fotografia: Giuliano Giustini
Scenografia: Andrea Faini
Costumi: Raffaella Fantasia
Musica: Flavio Colusso
Montaggio: Osvaldo Bargero
Prodotto da: Bruno Altissimi, Claudio Saraceni
per CDI - Buena Vista International Italia
(ITALIA, 1997)
Durata: 110'
Distribuzione cinematografica: BUENA VISTA
Distribuzione home video: MEDUSA

PERSONAGGI E INTERPRETI

Geko giovane: Lorenzo Crespi
Geko vecchio: Gastone Moschin
Storno giovane: Lorenzo Flaherty
Storno vecchio: Gabriele Ferzetti
Spaccaossi: Gianni Cavina
Nullo: Giuseppe Cederna
Ada Zambon: Giulia Boschi
Gobbo: Massimo Bonetti
Scabbia: Victor Cavallo
Galvano: Lino Capolicchio
Albina: Mariella Valentini
Facciasmorta: Pietro Ghislandi

porzus1.jpg (19610 bytes)Dopo polemiche sterili e montature pubblicitarie da Festival, il film. Difficile il tema, per l'ignoranza storica e la profonda faziosità che fanno parte della nostra cultura molto più della Cappella Sistina o del festival di Sanremo; difficile raccontarlo con obiettività, con i mezzi del nostro cinema, e un malaugurato cliché che impera quando si parla di cose serie; difficile far credere che sotto quegli stracci ben rattoppati ci siano sentimenti veri: le ricostruzioni storiche nostrane si limitano spesso a quattro muri e altrettanti cani che latrano. Considerato questo, e non si può non considerarlo, il film di Martinelli è una bella sorpresa: racconta con buon piglio e con onestà uno spicchio di terreno negato della nostra storia. Le brigate Garibaldi ed i Gap comunisti, alla ricerca di un intesa con la Slovenia, sterminarono nel febbraio 1945 un gruppo di partigiani non comunisti della brigata Osoppo. L'esaltazione prevalse sulla ragione in un momento di generale incertezza, quando non essere comunisti era come essere fascisti e viceversa, e l'Italia terminava una guerra civile in cui parte integrante del suo territorio, della sua gente, veniva barattata a tavolino, alla ricerca di intese e di protezioni internazionali. porzus2.jpg (17922 bytes)Inutile processare, dopo più di cinquant'anni, così come è inutile la vendetta che forse compirà Storno, uno dei superstiti della Osoppo, venuto in Jugoslavia per ritrovare Geko, il maggiore responsabile dell'eccidio. La storia del film si sposta di continuo dallo scuro dialogo tra i due vecchi al ricordo di quei giorni, terribili, ma, inevitabilmente, almeno per loro, più vivi e sentiti. Lo spostamento scivola nel ridicolo, quando i volti dei giovani si dissolvono in quelli dei vecchi, e la scelta degli attori, non sempre straordinaria, si rivela fallimentare nel caso dei due interpreti di Geko: Moschin si dibatte oltremisura con un forte accento giuliano, mentre Crespi resta evidentemente a sud di Roma. Il ritmo del film, inoltre, è spesso discutibile, ma quantomeno si distacca dal piattume di tante altre opere simili. Insomma, un buon lavoro, nel complesso, anche senza considerare quello che è il suo maggior merito: l'insistito tenace sforzo di ritirare fuori verità ancora scomode.

Marco Medelin