UN PARADISO
DI BUGIECAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Stefania Casini
Soggetto e Sceneggiatura: Filippo Ascione, Francesca Marciano,
con la partecipazione di Stefania Casini
Fotografia: Roberto Forza
Scenografia: Tonino Zera
Costumi: Gianna Gissi
Montaggio: Mauro Bonanni
Musica: Gianfranco Fornaciari
Canzoni Ligabue
Prodotto da:Giuseppe Auriemma per Eurostar '95
Durata: 100'
Distribuzione cinematografica: MEDUSA
PERSONAGGI E INTERPRETI
Anna: Antonella Ponziani
Sergio: Claudio Amendola
Nana': Carlotta Daro'
Martina: Monica Scattini
Stefano: Emanuele Vezzoli
Marcello: Renato Pareti
Marco: Luciano Federico

Anna,
bella trentenne poco cresciuta, abbandona l'isola su cui vive, per avventurarsi insieme
con la figlia adolescente, in mezzo ai sogni della grande metropoli. Si stabilisce a
Milano, con la speranza di realizzare amore e fortuna grazie a Stefano, l'uomo che l'ha
convinta al grande salto. Ma la realta' e' molto diversa dai sogni, e l'uomo che e'
riuscito a stregarla, non ha intenzioni troppo buone. L'esigenza di crescere si fa sentire
cosi' all'improvviso, proprio nel momento piu' nero. Per fortuna la vita riserva anche
affetti sinceri: oltre alla figlia, Anna scoprira' di poter contare su Sergio, un portiere
di cui aveva frettolosamente travisato le intenzioni, e che si rivelera' in fondo un
sognatore come lei.
Stefania Casini, gia' attrice "trasgressiva" negli anni '70, regista, nel 1983
di un piccolo film piuttosto discusso, "Lontano da dove", giornalista
confidenziale per molti anni sulle riviste femminili, torna alla regia e riunisce le sue
vaste esperienze di donna di spettacolo in una storia quasi senza tempo. Con troppa
ingenuita', forse, anche se lei crede (o vuole farci credere) che, dopo tutto, l'Italia e'
rimasta quella di trent'anni fa. E' meno ingenuo, invece, pur nella totale liberta'
narrativa, il rapporto tra le due generazioni, a ruoli invertiti: la figlia quadrata e
responsabile, e la madre scapestrata, entrambe costrette ad assorbire, davanti ad una
realta' non sempre paradisiaca, le componenti intime dell'altra e a riavvicinarsi al
proprio ruolo "naturale". Per rendere al meglio questa situazione si e' scelto
un distacco anagrafico impossibile tra le due interpreti, la debuttante ventenne Carlotta
Daro' e la trentenne incontenibile Antonella Ponziani. In questa favola amara, gestita con
discreta follia da una regista discretamente folle, non sempre fila tutto liscio, ma il
linguaggio e le intenzioni sono prive di una volgarita' di cui altrove sembra non si possa
fare a meno; cosi' come, se sembra che non si possa proprio fare a meno di Claudio
Amendola, costituisce comunque un relativo sollievo poterlo vedere in un ruolo non
drammatico, senza smorfie di dolore o stomatiti.