NUVOLE IN
VIAGGIO
(KAUAS PILVET KARKAAVAT)CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Aki Kaurisimaki
Soggetto e sceneggiatura: Aki Kaurisimaki
Fotografia: Timo Salminen
Scenografia: Markku Patila
Costumi: Minna Harkonen
Montaggio: Aki Kaurisimaki
Suono: Jouko Lumme
Prodotto da: Aki Kaurisimaki/ Sputnik Oy
(Finalandia, 1996)
Durata: 96'
Distribuzione cinematografica: ACADEMY
Distribuzione homevideo: RCS
PERSONAGGI E INTERPRETI
Ilona: Kati Outinen
Lauri: Kari Vaananen
Signora Sjoholm: Elina Salo
Melartin: Sakari Kuosmanen


"Un
racconto di fate sulla disoccupazione" E' la definizione del film che Kaurisimaki
regala agli intervistatori della rivista francese "Positif" (n.428). E credo che
tale indicazione si possa prendere sul serio pur conoscendo la tentazione forte del
regista finlandese di celarsi nelle interviste ("Vous etes très laconique" -
dicono in seguito Michel Ciment e Nol Herpe, sinceramente dispiaciuti). E infatti, proprio
nella speciale fiaba, nella costruzione del bislacco mondo possibile che Kaurisimaki
prepara - lui direbbe shakera - sta la qualità particolare di questo film disperato e
divertito, racconto di banalità quotidiane ottuse e vuote, in un'atmosfera fredda che
semiparalizza le pallide figure umane irrigidite di fronte a una macchina da presa che li
accompagna prendendoli anche un po' in giro, tanto tutto sembra un po' inutile e il lieto
fine in stile Frank Capra arriva proprio senza motivo, come il sole che compare tra le
nuvole. Ilona, attenta capocameriera del "Dubrovnik", ristorante di Helsinki, da
un giorno all'altro, insieme al resto del personale viene licenziata. Al marito Lauri
succede anche di peggio; lui, conduttore di filobus, viene liquidato secondo la più
classica fatalità: il capo riunisce i suoi dipendenti davanti a un mazzo di carte, chi
pesca la più bassa perde il posto. E si capisce presto che i protagonisti non hanno
veramente nessuna possibilità. Ma, niente è perduto, almeno al cinema non bisogna mai
perdere le speranze. Il merito maggiore di "Nuvole in viaggio" sta proprio nel
non farci necessariamente disperare, nella sua forma che sembra inventata anch'essa per
caso sul momento, nella semplicità e nel suo peculiare sguardo, inventore di una poesia
colorata affettuosa e distante, straniata rappresentazione di un mondo ricoperto di
nuvole.