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NIENTE DA PERDERE - NOTHING TO LOSE
(NOTHING TO LOSE)
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Steve Oedekerk
Soggetto e sceneggiatura: Steve Oedekerk
Fotografia: Donald E. Thorin
Scenografia: Maria Caso
Costumi: Elsa Zamparelli
Montaggio: Malcolm Campbell
Musiche: Robert Folk
Prodotto da: Martin Bregman, Dan Jinks, Michael Bregman
(USA, 1997)
Durata: 98'
Distribuzione cinematografica: BUENA VISTA
PERSONAGGI E INTERPRETI
Nick Beam: Tim Robbins
T. Paul: Martin Lawrence
Ann: Kelly Preston
Davis "Rig" Lanlow: John C. McGilnley
Charlie Dunt: Giancarlo Esposito
Phillip Barrow: Michael McKean
Danielle: Rebecca Gayheart

Non comincerebbe neanche tanto male "Niente da perdere", se, come
succede sempre quando si inizia una frase così, non finisse poi per rispettare tutte
quelle che dobbiamo proprio definire le nostre più pessimistiche attese.
Tim Robbins è Nick Beam, un dirigente pubblicitario con una mogliettina tutto affetto,
bellezza e spirito; in una parola: deliziosa. Se è fedele o no, questo Nick, che è
davvero un testone, in fondo non lo saprebbe proprio dire. La scena d'inizio, l'unica per
la quale si può parlare di una qualche intelligenza, sottintendendolo ce lo conferma. È
una scena giocosa in cui i due accovacciati sul letto recitano a turno una scenetta di
insoddisfazione post-matrimoniale principalmente a causa sessuale giocando a far paura
l'uno all'altro; quattro risate, baci e abbracci e Nick che sembra o simula di essere il
più tranquillo tra i due. Poi magicamente (sic!), il resto diventa veramente scontato,
talvolta ottuso, piattamente girato. Nick scopre (crede) di essere tradito, e per di più
con quel grassone del suo compiaciutissimo capo. Perde la testa, esce di casa disperato e
incontra T. Paul, uno svitato che lo vuole rapinare a mano armata. A questo punto il
compassato Nick si scatena con la complicità dell'inatteso complice in una serie di gags
e avventure rocambolesche che, non si capisce perché, dovrebbero far divertire. Regia e
sceneggiatura di Steve Oedekerk, gia responsabile di "Ace Ventura - Missione
Africa". Per Tim Robbins, che non sarebbe affatto da disprezzare in parti comiche,
probabilmente solo una scelta infelice; per Martin Lawrence, scimmiottare Eddie Murphy
prima maniera non è di certo abbastanza.
Alfonso Iuliano |